Un omicidio il primo giorno dell’anno, feriti da botti nonostante i divieti, gente che spara con le armi a Capodanno, tre auto della polizia locale di Pomigliano date alle fiamme, spari in una saracinesca di Casoria e raid a Terzigno. Un inizio dell’annoi, per Napoli e provincia, sotto il segno della criminalità, della malavita, della delinquenza in tutte le sue forme. Napoli e provincia sono sotto assedio: la camorra sta vincendo su tutta la linea e non solo per i fatti più eclatanti. La gestione di moltissime imprese e attività commerciali è direttamente o indirettamente nelle mani dei mafiosi. Traffico di droga, ma soprattutto le estorsioni sono in grande aumento. Lo Stato non reagisce come dovrebbe: il Ministero dell’Interno, guidato dalla sempre troppo soft Lamorgese, non convince e non convince nemmeno il neo prefetto di Napoli, Palomba, che da qualche mese ha sostituito l’ottimo Valentini. Anche i presidi territoriali di carabinieri e polizia di Stato, in alcuni casi, lasciano a desiderare. Indagini lente, macchinose, risorse e uomini a disposizione pochi e se questo aggiungiamo che valenti magistrati non sono valorizzati al meglio, il gioco è fatto. La società civile, poi, poco fa: spesso si adegua al sistema o in tanti casi correo.
© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNewsNapoli e provincia, inizio dell’anno sotto il segno dei delinquenti: un omicidio, spari nelle saracinesche, auto date alle fiamme. Viminale e Prefettura non incidono
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