C’ERA UNA VOLTA IL MERCATO ORTOFRUTTICOLO DI MARANO: PROMESSE NON MANTENUTE, INTERDITTIVE E PROGETTI RIMASTI NEL CASSETTO

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E’ questo lo stato in cui versa il mercato ortofrutticolo di Marano, un tempo cuore pulsante dell’economia cittadina. Fu chiuso tre anni fa dalla triade commissariale che all’epoca reggeva le sorti del Comune. La struttura non era a norma (almeno sotto il profilo dell’impianto elettrico) e necessitava di lavori di restyling anche agli stand. Fu chiuso tra le polemiche e le proteste. Il Comune andò avanti e sollecitò alcuni concessionari a pagare gli arretrati non corrisposti per l’occupazione delle strutture. Si scoprì, inoltre, che da 50 anni e passa non c’era mai stata una procedura ad evidenza pubblica per assegnare gli stand, cosa prevista dalle leggi.

Ad ogni modo l’ente assunse l’impegno di espletare i lavori, da finanziare con fondi extra comunali o con quelli dei concessionari, come forma di anticipo da scalare sui successivi canoni. Fu emanato anche un avviso pubblico alla quale parteciparono quasi tutti i vecchi concessionari e quasi tutti entrarono in graduatoria. L’ultimo step risale ad oltre due anni fa, poi da allora la giostra si è fermata. Visconti, neo sindaco, e poi il “giuglianese” Francesco Taglialatela, annunciarono che entro pochi mesi il mercato sarebbe stato riaperto. Non fu così, ma molti (anche tra i mercatali) ingenuamente abboccarono. Poi qualcuno dell’opposizione e alcuni consiglieri di maggioranza annunciarono che la soluzione era stata individuata, ma il tutto si infranse sul niet del dirigente Di Pace, intenzionato a fare le cose secondo i regolari crismi di legge. Successivamente arrivarono le interdittive antimafia nei confronti di dieci aziende. L’iter si fermò di nuovo e da allora nulla si è più saputo.

Dei fondi per il mercato (Pics, Città Metropolitana o altro) se ne sono perse le tracce. Il progetto è rimasto nei cassetti e nulla è stato più fatto né tanto meno l’area, vasta, trasformata in qualcosa di utile per la città: un parco giochi o altro. I vecchi mercatali, quelli non interdetti per mafia (ma anche quelli interdetti) si sono intanto spostati altrove. Per l’area di via Unione Sovietica non è previsto nulla e il Comune, come rilevato anni fa dal nostro portale, ancora pagherebbe una quota per le pulizie dell’area alla ditta che si occupa della rimozione dei rifiuti.

Uno scempio in tutti i sensi. Uno dei tanti.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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