Campi flegrei, ormai è psicosi. Altre scosse, ma cosa accadrebbe in caso di eruzione? Conseguenze per tutta l’Europa

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GNA - Campi Flegrei
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Ancora scosse, più o meno importanti, nei Campi flegrei. E ancora paura tra i cittadini, che non sanno più a quale santo votarsi. A chi credere? Allarmismi, sottovalutazioni. Nei giorni scorsi, alcuni esperti, intervistati anche dalla tv svizzera, avevano descritto o paventato quanto possa realmente accadere.

“I campi flegrei appartengono alla famiglia dei vulcani esplosivi – spiega Diego Perugini, direttore del Dipartimento di Fisica e Geologia dell’Università di Perugia ai microfoni dell’RSI – Verosimilmente la prossima eruzione sarà a carattere esplosivo. È un vulcano attivo e quindi potenzialmente pericoloso”. Il docente parla di “potenziale ritorno all’instabilità” del vulcano che potrebbe culminare con una eruzione. “Cosa sono i campi Flegrei? Era un vulcano molto grande poi crollato in seguito a diverse eruzioni – spiega all’RSI, Patrick Allard, vulcanologo – lasciando un gran buco, un grande cratere, chiamato caldera”. Le ultime super eruzioni di cui parla il vulcanologo risalgono a più di 40mila e 12mila anni fa.

“I Campi Flegrei sono un vulcano attivo, e questo si può vedere anche dalla manifestazione superficiale delle fumarole e da altri parametri come la deformazione del suolo”, ha spiegato nel documentario Danilo Galluzzo, ingegnere sismologo dell’Osservatorio Vesuviano. Si tratta del bradisismo, il fenomeno di innalzamento del terreno che a Pozzuoli sarebbe di mezzo centimetro al mese. Questo è il motivo per cui l’acqua nella darsena del porticciolo di Pozzuoli è quasi del tutto prosciugata. “Dal 2006 il terreno si è alzato di oltre un metro”. Gli esperti spiegano che il bradisismo è accompagnato da sismicità. “Questo a cosa è dovuto? Al fatto che si genera una pressione in profondità – ha spiegato Danilo Galluzzo – dovuta al gas e all’aumento di temperatura. E questo solleva la crosta terrestre”, la deforma e la spacca. “In questo modo le parti più fragili, essendo sottopressione, si fratturano e generano i terremoti”. Ma l’esperto è cauto: “L’anno scorso ci sono stati circa mille terremoti in un anno, ma parliamo di terremoti la cui magnitudo è tra uno e zero. Per la maggior parte sono anche terremoti molto piccoli”. L’Osservatorio Vesuviano monitora costantemente questi terremoti per garantire la sicurezza a tutti. Nel documentario sono riportate anche le testimonianze di comuni cittadini che vivono nel Campi Flegrei. C’è anche chi lo fa sui social come succede nel gruppo Facebook “Quelli della zona rossa” di Anna Peluso.

“Una grande eruzione potrebbe avere conseguenze devastanti per l’intera Europa”

Secondo quanto riportato dagli esperti nel documentario, se il supervulcano “invisibile” dei Campi Flegrei dovesse eruttare creerebbe danni a tutta l’Europa, se non a livello mondiale. Come inizierebbe tutto? A spiegarlo è il vulcanologo Patrick Allard: “Gli eventi precursori, per chi vive all’interno della caldera sarebbero ovviamente sollevamenti del suolo, ma con terremoti certamente più forti e più frequenti. Migliaia di scosse al giorno con magnitudo crescente”. “Si aprirebbero delle fratture che tagliano le case e le aree abitate”, continua il vulcanologo.“In caso di una nuova eruzione non è solo la solfatara che è esposta a questa possibilità ma anche tutto il fondo della caldera. La cosa particolare di questa caldera e delle altre in generale è che non c’è una sola bocca eruttiva”, dice Mauro Di Vito, Direttore dell’Osservatorio Vesuviano.

La RSI fa una ricostruzione in video di cosa potrebbe accadere se dovesse iniziare l’eruzione, a partire dalla Solfatara, la zona più delicata. “Se si verificasse una eruzione di grande portata vedremmo colonne eruttive di cenere che si innalzano per diverse decine di chilometri, almeno fino alla stratosfera”, continua Allard. “La colonna ricade su se stessa, poi le nuvole infuocate dalle pendici di Pozzuoli e della Solfatara scendono verso il mare. La cenere cade su Napoli e nei suoi dintorni, ma anche più lontano. Ci sono delle vittime ovviamente ma anche grandi distruzioni”. E ancora: “Sono nubi di gas molto calde cariche di magma frammentato che ha un potere di distruzione altissimo. Sono ovviamente mortali per ogni forma di vita. In grado di superare anche gli ostacoli naturali, di rotolare giù per i pendii a grande velocità e di bruciare tutto ciò che si trova sul loro percorso”.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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