MARANO, IL CASO PIP: IL COMUNE E’ PROPRIETARIO DELL’AREA, AI CESARO NON VA RESTITUITO NULLA. I COMMISSARI LO CAPIRANNO? CHISSA’

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Cosa ne sarà dell’area Pip dopo la conclusione del processo di primo grado che ha visto condannati tre dei sei imputati? Se il Comune di Marano farà il Comune, ovvero rispetterà quanto fissato nel dispositivo di sentenza e in altri pronunciamenti in sede civile, il complesso resterà nelle mani dell’Ente. Perchè?

La risposta è molto semplice: nell’anno 2018 l’ente cittadino, allora retto da commissari straordinari, avviò e concluse un procedimento per la revoca della concessione alla società dei Cesaro, nel frattempo sottoposta al regime di curatela giudiziaria.

Il Comune rescisse la convenzione sulla base di acclarate e rilevate inadempienze contrattuali, in relazione ai collaudi delle infrastrutture e ad altre tipologie di intervento. Tutto ciò al netto del dibattimento giudiziario all’epoca dei fatti appena iniziato. Il processo di primo grado si è concluso con la condanna a 6 anni, per falso ideologico continuato e aggravato dal metodo mafioso, a carico di Aniello Cesaro, uno dei due fondatori della Iniziative industriali di Sant’Antimo, la società di scopo che realizzò stand e opere di urbanizzazione. Il falso ideologico di Cesaro conferma che i lavori non furono fatti o collaudati a regola d’arte, così come era previsto nella convenzione stipulata dal Comune e dagli stessi Cesaro. Ragion per cui l’ente comunale, oggi amministrato da nuovi commissari, non ha nulla da temere: l’area Pip è del Comune, eccezion fatta per le opere di urbanizzazione per le quali il tribunale di Napoli nord ha disposto la confisca. Ed è così anche in virtù di un ulteriore e recente pronunciamento del tribunale Napoli nord, che ha stabilito che la rescissione fu fatta con tutti i crismi e con le dovute motivazioni a supporto.

I Cesaro, dunque, non possono accampare alcuna pretesa. Poiché la rescissione è avvenuta per fatti amministrativi, già sviscerati in sede civile, avallati tra l’altro dalla condanna per falso ideologico di Cesaro Aniello, proprio in relazione ai certificati di collaudo di alcune opere. Le revoca della concessione è pienamente legittimata.

Tutto questo lo dovrebbero sapere e capire anche i tre commissari e soprattutto il neo legale convenzionato del municipio, l’avvocato Marciano. Abbiamo il timore, però, che i quattro non abbiano voglia di approfondire la questione. Saranno in grado di farsi rispettare allorquando ci saranno nuove dispute con la parte avversa? Noi riteniamo di no, ma sarà il tempo a fare chiarezza su tutto. Gli operatori attualmente in fitto, alla luce dell’ultima sentenza, dovrebbero continuare a pagare o pagare solo il Comune, non più gli amministratori giudiziari né tanto meno i Cesaro. Il Pip è del Comune di Marano. Stop.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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