Marano, cosa resta del processo Pip (condanne e assoluzioni a parte)? Ai Cesaro restituiti società e capannoni, confiscate però le opere di urbanizzazione

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Cosa resta di un processo di primo grado, quello sull’area Pip di Marano, durato più di tre anni? Resta tanto o poco, dipende dai punti di vista.

In primis le assoluzioni, perché il fatto non sussiste, dei due Cesaro, Aniello e Raffaele, dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa con il clan Polverino. Aniello, tuttavia, è stato condannato a 6 anni per falso ideologico continuato aggravato dal metodo mafioso. Per i difensori dei Cesaro, Sanseverino e Maiello, “è un successo”. “Fatta chiarezza su una vicenda – dicono – che ha leso l’onore e la reputazione di due persone che hanno patito sofferenze indicibili: quattro di detenzione, di cui due in carcere, con l’accusa infamante di aver fatto un patto con i Polverino. Bisogna dare atto ai giudici di non essersi fatti condizionare da pregiudizi e campagne mediatiche martellanti”.

Pene pesanti, invece, per i due “maranesi”, Antonio Di Guida, ex assessore provinciale di Forza Italia nonché imprenditore edile, per il tecnico Oliviero Giannella. I due sono stati condannati rispettivamente ad anni 7 e 10 di reclusione. Assolti, infine (erano accusati di intestazione fittizia di beni) i cugini Antonio Visconti e Salvatore Polverino.

Al di là delle condanne e delle assoluzioni, i fatti più rilevanti attengono alla confisca di tre società, Vasad, D.G.B. e Immobilare srl, riconducibili a Giannella e Di Guida. Confiscate le opere di urbanizzazione del Pip, quelle che non sarebbero state collaudate secondo i crismi di legge e che hanno indotto il collegio giudicante a condannare Aniello Cesaro a 6 anni.

Ai Cesaro, però, vengono restituiti alcuni capannoni e la società Iniziative industriali, finora in regime di amministrazione giudiziaria. Ecco questo è un passaggio fondamentale. Cosa ne sarà ora del Pip di Marano? Gli imprenditori del Pip, d’ora in avanti, dovranno interfacciarsi nuovamente con i Cesaro? Ma il complesso industriale è agibile visto che è stata disposta la confisca delle opere di urbanizzazione (strada e allacciamenti vari)? Questa è la domanda che si deve porre il Comune di Marano. Lo farà? I tecnici, i commissari e i funzionari dell’ente leggeranno; evitino di fare sempre la parte degli gnorri.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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