In molti si domandano a cosa debba servire l’area spianata – i lavori vanno avanti da una settimana – giù il muro curriale di Cuma.
Si tratta – secondo la determina 705 del 29 giugno che ha appaltato l’opera per 73 mila euro – di “area di attesa e di ammassamento” per i mezzi della Protezione civile in caso di calamità.
Un’opera già prevista nel Piano di emergenza dell’11 ottobre 2016 aggiornato – su richiesta della Regione e proposta dell’assessore G. Luongo – nel Consiglio comunale del 10 aprile 2018.
Quindi nessun parcheggio per le auto – a sopperire il fallimentare circuito delle navette – cosa impossibile per via dei vincoli dell’area, bypassabili solo dal piano di evacuazione.
Quindi quando il Sindaco scrive il 28 giugno che “sono iniziati i lavori per la prima area. Potrà ospitare circa 500 posti auto. La utilizzeremo per ordine pubblico e viabilità nei tempi di crisi. Sono 20 anni che se ne parla. Oggi la facciamo” racconta tre balle.
Prima balla: non ci sono autorizzazioni per ospitare auto.
Seconda balla: non si tratta di un’area di parcheggio per la viabilità ma di stazionamento dei mezzi della Protezione civile.
Terza balla: l’opera è prevista da cinque anni – no venti – grazie alla Commissaria G. D’Orso ed all’Amministrazione G. Picone.
E se ieri il Sindaco scrivere semplicemente che “Bacoli ha la sua prima area di attesa da utilizzare in caso di emergenze”, omettendo parcheggi e quant’altro, forse qualcuno gli avrà fatto presente che stava raccontando solo balle !
Associazione Il Pappice
























