La castagna prende il suo nome da Castanea un’antica città della Tessagna, regione settentrionale della Grecia, che sorgeva al centro di estesi castagneti. Frutto molto nutriente e ricco, è definito “frutto naturale”, il suo riccio infatti la protegge dai trattamenti chimici rendendo così la sua produzione agricola una produzione biologica. Il suo albero è possente e maestoso, dona longevità e determinazione, e conserva l’aroma del bosco.
Sul guscio che protegge la castagna esiste una leggenda: In un piccolo paese di montagna gli abitanti erano molto poveri e non avendo di che mangiare si rivolsero a Dio pregandolo di dar loro qualcosa per sfamarsi. Il buon Dio sentite le loro preghiere diede loro una pianta da cui poter raccogliere frutti nutrienti, il castagno; ma il Diavolo visto quello che Dio aveva fatto, per impedire che la gente potesse raccogliere i frutti, li avvolse in un guscio spinoso. Presi dallo sconforto gli abitanti del piccolo paese ritornarono nuovamente a pregare Dio ed egli sceso in mezzo a loro fece il segno della croce: i gusci spinosi come per miracolo si aprirono, e da quel giorno, quand’è periodo, i frutti di questa pianta si aprono a croce.
Contiene molte fibre, utilissime per l’azione benefica che esercitano sulla microflora batterica e nella prevenzione dei problemi di stipsi e dei disturbi gastrointestinali, molti sali minerali, quali fosforo, potassio, magnesio, sodio e calcio, e una buona quantità di vitamine, in particolare quelle del gruppo B, che contribuiscono al corretto funzionamento del sistema nervoso, del sistema immunitario e dell’apparato cardiocircolatorio. E’ un caposaldo della tradizione gastronomica dove spopola in sagre e feste di paese a lei dedicate oltre ad essere un cibo rituale sempre presente come legame perenne nella Festa di Halloween (31 Ottobre), nella Sera di Ognissanti (1 Novembre) ovvero la Commemorazione dei Defunti (2 Novembre), nel giorno di San Martino (11 Novembre) accompagnate con il Vino novello.
Ecco dove raccogliere alcune delle migliori castagne nell’Appennino campano.
























