Marano, due anni (quasi) di Visconti. Due anni di “pippe” e tantissime ombre

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Dall’insediamento di Visconti, avvenuto nell’ottobre-novembre di due anni fa, ne è passata di acqua sotto i ponti. Due anni di gestione Pd+ civiche all’insegna del quasi nulla. Il Comune era già in disarmo da anni, fiaccato dalle conseguenze del dissesto finanziario e dalla fuga di tanti dipendenti e funzionari. La situazione non era florida, dunque, ma i Visconti e i suoi “professori” di mandolino hanno fatto il resto.

Passiamo in rassegna le tante cose non fatte.

Stadio comunale affidato senza un regolare bando pubblico. La magistratura e la Corte dei conti che fanno?

Locali comunali non sgomberati, vedi alla voce Comunità Islamica, che ha ottenuto persino due proroghe nonostante vi fosse un preciso atto firmato dagli ex commissari straordinari.

Area Pip mai formalmente acquisita al patrimonio comunale nonostante l’avvenuta revoca della concessione con l’azienda dei Cesaro. Nulla è stato fatto anche sul fronte della richiesta, 20 milioni di euro, formulata dagli ex commissari.

Giudice di Pace, nessuna nuova collocazione per l’ufficio nonostante vi sia una sentenza definitiva che impone al Comune di pagare centinaia di migliaia di euro a un privato (per l’occupazione negli attuali locali) e che ha sancito che l’ente ha perso il 76 per cento dell’attuale immobile, sorto con finanziamenti europei. I cittadini di Marano, dunque, continuano a pagare profumatamente per l’occupazione della struttura.

Uffici comunali allo sbando, anagrafe in primis. 

Beni confiscati non affidati (numerosi) e ville confiscate gestite da associazioni che nulla fanno sul territorio. Esempio: la villa di via Marano-Quarto gestita dall’associazione Aggregarci, vicinissima all’attuale assessore al patrimonio Di Luccio. Anche su questo fronte cosa si aspetta?

In due anni Visconti e i professoroni di mandolino non sono riusciti nemmeno ad archiviare la querelle del pagamento degli scrutatori impegnati nelle elezioni comunali del 2018. Tante chiacchiere, tanti annunci, ma al momento siamo alle “pippe”.

Gestione ufficio tecnico comunale ormai concentrata nelle mani di un solo dipendente comunale. Ed è ormai persino superfluo fare il nome.

Inquietanti casi di occupazione di suolo pubblico e abusi edilizi che sfuggono a chi dovrebbe controllare.

Cimitero in condizioni pietose, sia sotto il profilo della pulizia sia sotto il profilo della gestione del personale.

Isola ecologica gestita alla meno peggio, spesso con servizi a corrente alternata.

Mercato ortofrutticolo, dopo due anni, ancora chiuso.

Affidamenti di alcuni incarichi tecnici che hanno fatto gridare allo scandalo. Nessuna risposta, silenzio anche da parte delle forze dell’ordine.

Case popolari (quelle vere) ancora occupate da chi non ha alcun titolo e, soprattutto, da chi beneficia di stipendi e pensioni che non giustificano la loro presenza negli immobili dell’ente.

Occupazione locali comunali, vedi palazzo Merolla, affidati ad associazioni e prorogati (a chiacchiere) senza alcun avviso pubblico.

Perdita importanti finanziamenti: 6 milioni Città Metropolitana e alcune centinaia di migliaia di euro per Benessere Giovani (Palazzo Merolla).

Consiglieri (alcuni) che debordano dal loro compito e che dalla mattina alla sera fanno ingerenze negli uffici comunali.

Consiglieri che si “allisciano” gettoni di presenza senza alcuna vergogna, persino durante il periodo del lockdown.

Pali della luce rimossi e mai rimpiazzati. Si attende da due anni. Stesso dicasi per le videocamere di sorveglianza.

Strada di raccordo tra il Pip e Villaricca non ancora aperta. Spesi, all’epoca, 3 milioni di euro.

Occorre una commissione d’accesso agli atti, lo abbiamo scritto tante volte. Chissà se la prefettura ascolterà.

 

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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