Regionali, Bove (Italia Viva): “Istituire tutor didattico per studenti con Dsa”

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Sono passati ormai 10 anni dall’approvazione della Legge n. 170 del 2010 sui disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico, grazie alla quale la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia sono stati riconosciuti quali disturbi specifici di apprendimento, denominati “DSA”.

La Regione Campania ha preso atto della Legge.

Con quella Legge sono state definite le funzioni ed i ruoli delle varie figure professionali che operano per facilitare l’apprendimento e potenziare l’autostima del minore con DSA.

Stiamo parlando di una buona fetta della popolazione, se si pensa che i disturbi dell’apprendimento riguardano il 4% della popolazione scolastica (circa 70.000 famiglie solo in Campania) ma le difficoltà di apprendimento ed il basso rendimento scolastico (dati dell’USR Regione Emilia su analisi del problema a livello nazionale) riguardano il 24% della popolazione scolastica (circa 450.000 famiglie in Campania).

Allo stato l’intervento del servizio sanitario è limitato ai minori affetti da questi disturbi fino ad una età 9-10 anni, per un periodo di 6 mesi fino ad un massimo di 1 anno; tutto il supporto successivo è esclusivamente a carico della famiglia e della scuola.

Diventa indispensabile, quindi, proporre e sostenere un metodo globale efficace, facendo da collegamento tra la famiglia, la scuola, e coloro che si occupano della diagnosi e della riabilitazione (neuropsichiatra, psicologo, logopedista).

Generalmente questi bambini sono seguiti a casa, a vario titolo, da insegnanti (c.d. doposcuola), che certamente non conoscono gli strumenti necessari e non hanno le competenze specifiche per continuare quella presa in carico tale da produrre miglioramenti del disturbo specifico.

La proposta operativa è quella di istituire il Tutor didattico per gli studenti con DSA: deve affiancare ed aiutare bambini e/o ragazzi con disturbi specifici di apprendimento (D.S.A.) o con difficoltà di apprendimento in senso ampio ad acquisire un metodo di studio personale ed ad utilizzare al meglio gli strumenti compensativi più idonei. Deve svolgere inoltre un ruolo di facilitatore dei rapporti tra famiglia, scuola ed, eventualmente, esperti della diagnosi e della riabilitazione DSA. Può operare in contesti educativi extra-scolastici compresi quelli familiari. Nello svolgimento del suo lavoro si interfaccia continuamente per la condivisione di obiettivi e strategie con le famiglie, le istituzioni scolastiche e gli specialisti DSA.

 

 

 

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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