Viaggi, alberghi e ai lavori a casa di un’amica ora si aggiungono un hotel di lusso e l’uso di due scooter di grossa cilindrata. Per Luca Palamara, l’ex componente del Consiglio superiore della magistratura ed ex pubblico ministero a Roma inquisito per corruzione, arrivano nuove accuse. La Procura di Perugia gli ha notificato due avvisi di garanzia (con invito a presentarsi per l’interrogatorio) per corruzione in atti giudiziari e violazione di segreto. Le «utilità» ricevute dal magistrato, ritenute illecite dagli inquirenti, sono alcuni soggiorni a Capri e l’uso di almeno due moto, comprensivo del pagamento delle contravvenzioni.
Si tratta di due fascicoli – secondo il Corriere – per ora separati dall’indagine principale ormai chiusa, ma che potrebbero confluire nello stesso eventuale processo. In questo caso la corruzione non sarebbe avvenuta per il generico «esercizio della funzione» di consigliere del Csm, bensì per «favorire la parte di un processo»; indirizzare le «controversie legali» che interessavano due imprenditori amici di Palamara. La violazione di segreto, invece, in concorso con l’altro ex pm romano Stefano Fava, riguarda la rivelazione di notizie pubblicate da due quotidiani il 29 maggio 2019 su un esposto presentato dallo stesso Fava al Csm contro l’ex procuratore di Roma Giuseppe Pignatone e il procuratore aggiunto Paolo Ielo.



























