Marano, l’ennesimo sequestro ai Simeoli e il futuro della Garden House. Ecco come stanno le cose

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Districarsi nell’elenco sterminato di beni appartenuti o che appartengono alla famiglia Simeoli è un’impresa a dir poco titanica. Antonio, Benedetto e Luigi Simeoli, tutti condannati in via definitiva e attualmente detenuti, erano o sono intestatari di un vero e proprio impero fatto di ville, terreni, box e depositi. Molti di questi beni furono sequestrati e confiscati ancor prima dell’arresto dei tre imprenditori del mattone, avvenuto nel 2013. Alcuni furono, però, restituiti ai Simeoli poiché i giudici della Corte d’Appello ritennero che quei beni, sei negozi, due box, due ville, un deposito e alcuni appezzamenti di terreno, non fossero frutto di attività illecita.

Ieri, però, la sezione misure di prevenzione del tribunale di Napoli, letti gli atti inviati dalla Dda di Napoli, ha ritenuto che anche quei beni, ubicati a San Rocco, via Recca e via Marano-Quarto, abbiano un’origine “malavitosa” e debbano pertanto passare sotto la gestione di una curatela giudiziaria. Iter propedeutico alla confisca.

Tra questi beni figura la struttura che ha ospitato per anni la scuola parificata Garden House, che ha allevato e formato negli anni migliaia di allievi, tra cui anche figli di noti esponenti politici, imprenditori e rappresentanti delle forze dell’ordine. La scuola era gestita da una società che versava un canone di fitto ai Simeoli.

Con il sequestro di ieri, in tanti ci hanno scritto chiedendoci di fare luce sul futuro dell’immobile, che era stato chiuso a dicembre scorso perché abusivo e privo pertanto dei requisiti attinenti all’agibilità dello stesso. Fu poi riaperto, con un’ordinanza del sindaco Visconti, per consentire agli alunni di portare a termine l’anno scolastico. Nel frattempo il Comune ha anche emanato un’ordinanza di abbattimento, sottoscritta (stranamente) pochi giorni fa dal dirigente dell’area tecnica Elena Mucerino.

Con il sequestro la vicenda, naturalmente, si complica ulteriormente. Ora il Comune di Marano non ha più alcun ruolo nella vicenda. E’ stato nominato, infatti, un amministratore giudiziario, delegato dalla Procura di Napoli, ed ogni quesito dovrà dunque essere rivolto all’amministratore e, conseguenzialmente, alla Procura di Napoli.

La scuola, essendo stata dichiarata abusiva, è priva del certificato di agibilità. Fu riaperta sulla scorta di una perizia tecnica di parte (e non inviando gli atti al Genio civile) che ne consentiva l’utilizzo per soli pochi mesi. Il Tar, a cui si erano rivolti i proprietari, ha nominato nel frattempo un tecnico che dovrà pronunciarsi sull’agibilità statica della struttura. I tempi di tale perizia – come confermato dal legale del Comune, avvocato Raffaele Manfrellotti – non sono però ancora noti.

La società Garden House, sulla propria pagina Facebook, scrive tuttavia: “A settembre riprenderemo le attività nel nostro istituto”. Un post apparso prima del sequestro avvenuto nella giornata di ieri.

Venendo al dunque, ad oggi la situazione è la seguente: all’interno di un bene sequestrato, per giunta abusivo e da ritenersi (fino al pronunciamento definitivo del Tar) non in regola sotto il profilo della sicurezza, difficilmente si possono espletare attività di qualunque genere.

L’istituto potrebbe riaprire solo con l’avallo dell’amministratore giudiziario e quindi della Procura, ma è pacifico che la Procura – prima di rilasciare un benestare del genere – chieda ulteriori approfondimenti tecnici. Ad oggi, insomma, nessuno può dire cosa ne sarà dell’immobile che si avvia ad essere confiscato e a diventare, forse tra qualche anno, un bene del Comune di Marano. L’ente cittadino, al momento, non può ricevere e intascare alcun canone di fitto dagli attuali gestori, poiché di fatto non è ancora proprietario del bene ed è per giunta intervenuto un sequestro penale. Un eventuale accordo di tal genere può essere, lo ripetiamo, alla luce dell’avvenuto sequestro di ieri, siglato solo con la Procura di Napoli e i suoi rappresentanti, non con altri.

 

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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