Ma cosa fanno all’ufficio tecnico comunale? Ma cosa fa, in particolare, la dirigente Elena Mucerino? Un anno e passa fa l’ex dirigente dell’ufficio più attenzionato del Comune, l’ingegnere Di Pace, comunicava che erano iniziati serrati e severi controlli sugli inquinatori dell’alveo dei Camaldoli (zona via Corree di Sotto) e sugli occupanti sine titulo degli alloggi popolari. Per entrambe le vicende furono avviati controlli e depositati atti: ordinanze di sgombero, diffide, richieste di chiarimento, convocazioni al Comune.
Di via Corree di sotto abbiamo ampiamente parlato ieri: la municipale, che seguì la vicenda insieme con l’ufficio tecnico, stilò tra il luglio e l’ottobre scorso circa 100 verbali, notificati ai proprietari o affittuari di appartamenti che sversano acque nere nel canalone a ridosso tra Marano e Calvizzano.
Sei persone non sono mai state trovate. Hanno cambiato residenza e, al momento, non si sa dove siano. 18 furono le notizie di reato inviate alla Procura di Napoli nord. Un parco, il parco Federica, non solo sversava nell’alveo ma era ed è completamente abusivo e privo di pratiche di condono in giacenza.
Ad oggi, soltanto una decina di famiglie sarebbero in regola con i pozzi ad hoc mentre tantissimi altri continuano a sversare regolarmente nell’alveo.
Possibile che si sia fermato tutto e che, archiviata la fase delle notifiche dei primi atti, non si sia ancora controllato se i lavori sono stati effettivamente eseguiti e quanti ancora inquinano l’ambiente?
La vicenda degli alloggi popolari è ancor più inquietante. Da un anno è pronta una graduatoria di aventi diritto stilata dalla Regione. Ma queste famiglie, nonostante già da mesi abbiano prodotto la documentazione richiesta dall’ente, non hanno ancora preso possesso degli alloggi. Né tanto meno è stato avviato l’iter per lo sgombero di chi non è in regola. Tra questi figurerebbe anche una persona con incarico fiduciario presso il Comune di Marano.
Le risposte del Comune sono quelle di sempre: c’è poco personale per seguire in maniera capillare tutto. Vero. Ma non sarebbe il caso di seguire una vicenda per volta, per un mese o due, e poi passare ad altro?
Non è che si sta proteggendo qualcuno? Perché i carabinieri di Marano, gli agenti della municipale (i vigili hanno funzione di polizia giudiziaria) e qualche magistrato non si occupano dei due eclatanti casi? Possibile che ancora oggi, anno del Signore 2020, si consenta di sversare liquame fognario in un alveo naturale?


























