Ecco chi sono i boss della mafia che tornano a casa per decreto

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E’ successo al capomafia palermitano Francesco Bonura, tra i padrini più influenti di Cosa nostra, a cui il giudice di sorveglianza del tribunale di Milano ha permesso di lasciare il carcere di Opera per scontare la sua pena ai domiciliari. Bonura, condannato in via definitiva per associazione mafiosa, ha 78 anni e un cancro al colon. Sta scontando 18 anni e 8 mesi: gli ultimi 9 mesi li passerà a casa. Secondo i suoi avvocati Giovanni di Benedetto e Flavio Sinatra, è “del tutto errato” parlare di scarcerazione “in riferimento al recente decreto Cura Italia”. Nelle motivazioni del tribunale di Sorveglianza di Milano, competente per la posizione di Bonura in quanto detenuto proprio all’Opera di Milano, c’è scritto il motivo della scarcerazione che fino ad oggi gli era stata sempre negata: “I marcatori tumorali sono aumentati del suo male al colon”. Una condizione che secondo il magistrato fa ragionevolmente escludere che possa fuggire, o ancora peggio, reiterare il reato. “In considerazione dell’età avanzata del soggetto e della presenza di importanti problematiche di salute, con particolare riguardo alle patologie di natura oncologica e cardiaca, vi siano nell’attualità i presupposti per il differimento facoltativo dell’esecuzione della pena”, tradotto significa che Bonura può tornare nella sua casa di Palermo. Non solo il boss Bonura ma anche Giuseppe Sansone, arrestato nel blitz del 2018 potrà beneficiare della scarcerazione. Sansone non è al 41 bis e la motivazione della sua scarcerazione, decisa dal tribunale del Riesame, non è ancora nota. Lo precisano i suoi legali, Giovanni Rizzuti e Marco Giunta. “Il signor Sansone si trova in attesa di giudizio e, come tale, risulta assistito dalla presunzione di non colpevolezza e nei suoi confronti non è stata mai anche soltanto ipotizzata una partecipazione al sodalizio mafioso aggravata dal ruolo di capo o promotore – spiegano i legali -. Sansone, quasi settantenne ed affetto da patologie, in assenza, quindi, di esigenze cautelari di eccezionale rilevanza, avrebbe dovuto per legge essere ammesso agli arresti domiciliari, al pari di altri suoi coindagati in posizioni analoghe”.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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