Sesso in auto: quando è reato e quali sono le sanzioni

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Appartarsi in auto e fare sesso è reato? Se lo chiede più di una coppietta che non ha la disponibilità di un alloggio o di affittare una camera di hotel ad ore. In questi casi, la cara vecchia macchina, con i sedili ribaltabili, diventa l’unica soluzione per chi vuol passare un’oretta in intimità. Ma quando è reato fare sesso in auto e quali sono le sanzioni? 

Nessuno si sognerebbe di parcheggiare nel bel mezzo di una via trafficata o di una strada comunale. Il più delle volte, si scelgono luoghi fuori dal centro urbano, in piena campagna o aree di sosta che, durante la notte, non sono frequentate (se non appunto dalle coppie). Al di là di ciò che dice la legge, c’è sempre il personale pudore che impone un angolo di intimità per non essere disturbati. Ma cosa potrebbe succedere se una volante della polizia, passando di là per un controllo di routine, dovesse avvicinarsi ai finestrini e, di lì, vedere i corpi seminudi? Potrebbe chiedere i documenti, elevare una multa o, peggio, presentare a una denuncia penale alla Procura della Repubblica? 

Fare sesso in auto è reato?

Un tempo, consumare un rapporto in auto rientrava nel reato di atti osceni in luogo pubblico. Non si finiva in carcere trattandosi di reato minore (benché la norma prevedesse la reclusione da 3 mesi a 3 anni), ma la fedina penale restava comunque macchiata.

Oggi, però, questa condotta è stata depenalizzata e il comportamento in questione integra solo un illecito amministrativo. Si rischia, quindi, soltanto una sanzione pecuniaria che può andare da un minimo di 5mila euro a un massimo di 30mila euro, a seconda della gravità del caso (ossia dell’esposizione al pubblico). 

A elevare la sanzione non sarà la polizia o il tribunale, la Procura della Repubblica o un giudice, ma la Prefettura. È il Prefetto, quindi, sulla base del verbale che gli viene trasmesso dalla polizia o dai carabinieri.

Come per tutte le sanzioni amministrative, anche questa non ha alcuna ripercussione sulla fedina penale delle parti coinvolte che manterranno, quindi, integro il proprio “casellario giudiziario”. Non c’è alcun processo al pari di quando si riceve una multa stradale. 

Resta ferma la possibilità, ovviamente, di presentare ricorso al giudice di pace entro 30 giorni dalla notifica della sanzione che, come tutti i verbali della polizia, viene notificato a casa con raccomandata a.r. in busta chiusa. In alternativa, si può fare ricorso al Prefetto entro 60 giorni.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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