Ieri ennesima udienza del processo Pip. Diversi i testimoni convocati in aula su sollecitazione delle difese, in particolare dell’avvocato Briganti, legale di fiducia di Antonio Di Guida, imputato per concorso esterno in associazione mafiosa con il clan Polverino assieme ai fratelli Aniello e Raffaele Cesaro e al tecnico Oliviero Giannella.
Sono stati ascoltati, tra gli altri, il capitano dei carabinieri Simone Vergari e il sottotenente De Vivo. Vergari, oggi a capo della compagnia di Jesi, era il comandante della terza sezione catturandi di Castello di Cisterna che, nel 2016, indagò sull’allora contesto criminale di Marano, non occupandosi della vicenda Pip (seguita dai militari del Ros) ma limitatamente alla nascita del cosiddetto clan Orlando.
Fu Vergari a raccogliere la denuncia di Di Guida, nell’estate del 2016, nella quale l’ex assessore provinciale di Forza Italia fece riferimento alle richieste estorsive poste nei suoi confronti da soggetti affiliati alle cosche criminali di Marano.
Il capitano, incalzato dalle domande di Briganti (l’obiettivo dell’avvocato era quello di porre in evidenza che Di Guida fu oggetto di richieste estorsive anche da parte di soggetti contigui ai Polverino), ha fatto presente di non poter essere preciso nelle risposte poiché non aveva avuto la possibilità di rileggere i fascicoli e gli atti di indagine dell’epoca. Numerosi sono stati i suoi non ricordo, tra i 40 e i 50. Vergari ha confermato di aver avuto dei contatti telefonici (tramite messaggi) con Di Guida e di averlo incontrato nella caserma di Castello di Cisterna, dove gli fu presentato per la prima volta dal comandante dell’epoca.
Dopo Vergari sul banco dei testimoni è salito il sottotenente De Vivo, in passato in servizio presso il nucleo investigativo di Caserta, che negli anni a cavallo tra il 2009 e il 2011-2012 indagò sull’area Pip di Lusciano (vicenda che vede invischiati i fratelli Cesaro) e per certi aspetti sul Pip di Marano, visto che alcuni soggetti, tra cui il defunto Nico Santoro (consulente per il Pip anche per il comune di Marano), comparivano in entrambe le vicende. Il sottotenente ha ricordato di aver acquisito alcuni atti presso il Comune di Marano e di aver focalizzato la sua attenzione investigativa sulla liquidazione, da parte del comune in favore della Iniziative industriali dei Cesaro, di uno stato di avanzamento lavori (Sal).
L’avvocato Briganti ha circoscritto le sue domande sulla tempistica della liquidazione di quel Sal, avvenuta dopo il 10 febbraio del 2009, con Di Guida già da tempo non più assessore della giunta Perrotta, e sui contatti eventualmente intercorsi in quel periodo tra il Di Guida e i Cesaro.
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