Marano, ricordate i sei ribelli e la storia del rimpasto? Visconti (come avevamo previsto) se li è giocati…

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I sei rivoltosi di maggioranza, come avevamo ampiamente previsto, hanno fatto la fine dei trac. Siamo al 4 gennaio e dell’agognato assessorato non ve ne è traccia. Il sindaco Visconti si era impegnato a nominare Antonio Discetti quale nuovo assessore ai lavori pubblici e urbanistica, ruoli oggi occupati da Massimo Scatola, assessore fortemente voluto da un consigliere regionale del Pd.

Il nodo non è sull’arrivo di Discetti, che presto o tardi arriverà a Marano, verosimilmente alla metà o fine del mese, ma sulle deleghe che dovrebbe ottenere. Visconti non può fare un torto così plateale a Scatola, che ha 70 anni, togliendogli dopo solo un mese due deleghe pesantissime, lavori pubblici e urbanistica. E non può certo mettersi contro il consigliere regionale che lo ha sponsorizzato.

L’astuto Visconti tenterà un’altra manovra: chiederà ai “ribelli” (ma sono veramente ribelli?) di spacchettare le deleghe: lavori pubblici a Discetti, urbanistica a Scatola o viceversa. I sei, che avevano chiesto ben due assessori, faranno nuovamente buon viso a cattivo gioco e accetteranno. Il problema dei sei (Di Marino, Carendente Enza, Concilio, Angelotti, Vallozzi e Diana) si chiama Lorenzo Di Marino. Il consigliere di maggioranza ha le idee chiare e in teoria non vorrebbe fare sconti al primo cittadino. Nella pratica, però, è condizionato dalla sua profonda amicizia con il sindaco e alla fine, seppur a malincuore, preferisce sempre non rompere gli equilibri.

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