La prefettura stoppa altre due aziende del settore delle onoranze funebri. L’interdittiva antimafia è scattata questa volta nei confronti della Trasporti funebri Cesarano srl, una delle numerose società che fanno capo alla famiglia operante da decenni nell’area giuglianese e flegrea. Da oggi (non appena l’atto sarà notificato agli interessati) la ditta, gestita da Concetta Cesarano non potrà più operare sul territorio nazionale.
Il provvedimento della prefettura potrà tuttavia essere impugnato in sede di giustizia amministrativa. Sono numerose le aziende riconducibili ai Cesarano gravate da analoghi provvedimenti prefettizi o da sequestro preventivo richiesto dalla Dda di Napoli e, tra queste, la Eredi Cesarano, la Fenice, la Cesarano funeral flegrea.
Una sola azienda, la Cesarano Trasporti Funebri, ha invece ottenuto il dissequestro. Le indagini della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, coordinate dal pm Maria Di Mauro, partirono lo scorso gennaio, quando a Marano e nei comuni limitrofi – in seguito all’emanazione dei primi provvedimenti ostativi della prefettura – fecero la loro comparsa sul territorio carri funebri e manifesti privi di logo o riconducibili ad aziende ubicate nel Casertano o nel basso Lazio. I carabinieri di Marano, in poco tempo, fecero luce sulla vicenda: i Cesarano avrebbero aggirato le interdittive servendosi di altre società. Molti di queste (Moio, Manduca, Liguori, Verrillo, Pacilio, Multi servizi cam) sono state a loro volta fermate dalla prefettura.
Gli accertamenti dell’Autorità territoriale di governo, per fatti e vicende non collegate ai Cesarano, sono state estese anche ad altre città della provincia. A Frattamaggiore il caso più eclatante, con l’interdittiva antimafia disposta nei confronti della Salvato Agenzia Funebre, il cui titolare avrebbe avuto contatti con un boss del clan Moccia.


























