L’OPINIONE. DALLE ULTIME TRAGEDIE SPUNTI PER UN REALE CAMBIAMENTO

0
Condividi
772 Visite

Giovedi’ scorso, nella chiesa Maria Santissima Immacolata in Qualiano si sono tenuti i funerali di mia nipote Carmela Tammaro e del marito Antonio Santopaolo, deceduti nella tragedia del Raganello sul Pollino con una partecipazione massiccia non solo dei concittadini di Qualiano ma di tutti i paesi limitrofi. La funzione funebre tenuta dal vescovo di Aversa e diversi sacerdoti del circondario con una messa solenne e la partecipazione di Autorita’ sia locali che regionali, tra questi il Vice di Luigi De Magistris, Sindaco di Napoli a dimostrazione che la solidarietà’ non era circoscritta all’ambito locale ma dell’intera Citta’ Metropolitana nonche’ nazionale.

Come ha sostenuto il Generale Costa, Ministro dell’Ambiente, il Paese e’ stanco di piangere vittime delle tragedie del canyon del Pollino, del Ponte Morandi di Genova e delle tante vittime della strada o sul lavoro.
In uno Stato di diritto, alla presenza di leggi che salvaguardano la vita dei cittadini, lo Stato presenta tutti i suoi limiti, per cui impone una serie di riflessioni: come mettere in sicurezza il paese ed inculcare, non paura, ma speranza nei cittadini, nei giovani in particolare. Un suo sviluppo e benessere collettivo in termini produttivo ed occupazionale e’ possibile se ci liberiamo degli ostacoli ed evitiamo gli errori che, nell’ultimo ventennio, hanno reso il Paese sempre più’ vulnerabile .
Nel secolo scorso, i partiti, nelle loro differenziazioni, avevano costruito una economia mista, pubblico-privato, da calmierare i rischi che potevano scaturire da una crisi economica globale a salvaguardia dei ceti più’ deboli della società’.
Il Paese aveva un suo progetto di sviluppo testimonianza sono: la ricostruzione dell’elettrificazione del paese, gli impianti della rete telefonica, la costruzione delle autostrade con le partecipazioni statali che spaziavano dall’alimentare all’acciaio dove un ruolo determinante aveva avuto l’I.R.I.; nel sociale: un S.S.N. , una istruzione pubblica a partire dall’infanzia all’Universita’, il Diritto del Lavoratori da rendere il Paese il quinto paese piu’ industrializzato. La degenerazione della politica ha trasformato i gioielli di stato in un pozzo senza fondo. Oggi, in un mondo in trasformazione con la presenza di nuove tecnologie, non si intravede nessun progetto integrato di sviluppo che possa raccogliere tali innovazioni, si sono persi persino quei valori umanitari che hanno caratterizzato il popolo italico di navigatori ed emigranti.
Le Privatizzazioni imponevano uno Stato efficiente, mentre le lobby ed il sistema di corruttela diffusa l’hanno fatta da padrone, nelle sue diverse ramificazioni, da rendere le liberalizzazioni non una opportunita’ di risorse ma una svendita di propri gioielli, privandosi persino di alcuni di essi, strategici per un suo potenziale sviluppo; la stessa Unione Europea, pensata da menti italiane con un ruolo preminente delll’Italia, uno dei paesi fondatori, con l’obbiettivo di una Europa Politica, percorso iniziato con il libero scambio di merce (C.E.E.) e di persone (trattato di Dublino), oggi, e’ messo in discussione, da un nazionalismo galoppante che, non puo’ che creare ulteriori danni ai Mezzogiorno d’Europa, ed in particolare al Mezzogiorno d’Italia.

Come sostiene il Prof. Sabino Cassese bisogna riconoscere almeno che l’attuale Unione Europea abbia portato la pace nel Continente, non esiste alcun dubbio che bisogna apportare correzioni che vanno nella direzione di accelerare il percorso politico verso una Europa Politica, dei Popoli, in sostituzione di un’Europa dei Burocrati, dei Banchieri, dove la BCE regolatrice dell’Euro, resta una Istituzione utile ma non decisiva sulla politica dei singoli paesi. Lo Spread e’ un inventiva della finanza globale per tenere divise le singole economie. La mancata ricollocazione delle quote degli immigrati a base volontaria (si parla di decine e non di migliaia o milioni da accogliere nei singoli paesi), e’ un artifizio per comprendere la reale volonta’ del Governo, il fenomeno non e’ emergenziale, e’ strutturale per cui obtorto collo , la medesima Europa, nel breve periodo e’ obbligata a darsi un piano per fronteggiare il fenomeno.

In uno Stato di diritto, Il Parlamento ed il Governo pro-tempore , sua espressione della maggioranza, per praticare una politica del cambiamento, si qualifica nel correggere storture, impedimenti, errori e comportamenti delle politiche pregresse con azioni concrete che in politica si tramutano in leggi con la priorita’ di quelle leggi da anni disattese, che vanno nella direzione di riforme di struttura che necessitano al paese, in primis: la riforma della Pubblica Amministrazione seguita dalla riforma della Giustizia con la certezza della pene dove l’illecito arricchimento, in particolare negli incarichi di pubblica utilita’ e dell’evasione fiscale galoppante hanno la corsia preferenziale, una volta accertata la colpevolezza, i colpevoli scontano la pene; la riforma fiscale con regime impositivo, dove gli Enti impositori e riscuotitori, l’Agenzia delle Entrate, sono visti in un’ottica collaboratrice verso il contribuente onesto, ma repressiva verso i disonesti, dove a campione, accertato l’illecito arricchimento, il dovuto, ritorna allo Stato. Con la sua sostenibilita’ : il Reddito di Cittadinanza diventa un fine non un mezzo per il ceto meno ambiente ed, in quelle sacche sociali dove prospera l’illegalita’, un’ulteriore deterrente alla sua manovalanza; la dimunizione delle tasse un ulteriore elemento di crescita per il paese.
Riforme gia’ in vigore in altri Stati, dove in uno Stato di diritto, come la certezza della pena, sono elementi frenanti alla corruttela diffusa sia nella Pubblica Amministrazione che nella società’ civile.

Nelle ultime elezioni politiche, i cittadini con la schiacciante vittoria del Movimento 5 Stelle, in particolare nel Mezzogiorno, a viva voce, hanno chiesto il Cambiamento, con una debacle dei partiti tradizionali che hanno intravisto in essi una inadeguatezza nei suoi gruppi dirigenti, in particolare nel centro- sinistra, non ultimo quello di non aver compreso il distinguo tra il populismo espressione comunque della volonta’ popolare ed il sovranismo alla Salvini che potrebbe sfociare in un nazionalismo di cui il paese, nel passato, ne ha subito le conseguenze, per cui resto convinto delle mie idee che una apertura di credito da parte del P.D. e dell’intera sinistra, verso la compagine 5 Stelle era doverosa per favorire la costituzione di un Governo minoritario per evitare un contratto di governo tra forze con obbiettivi contrapposte. Altresi’, convinto che il distinguo tra destra e sinistra sta’ nel modello di sviluppo da adottare per cui il Movimento 5 Stelle per come e’ nato ed affermato, per la sua composizione, da forza contestatrice a forza di governo e’ costretto a scegliere la sua linea, nel breve periodo.

Mi ritorna in mente una constatazione espressami dal Prof. Francesco De Martino, insigne giurista e persona di indiscussa onesta’ intellettuale, all’insediamento della Vice-Presidenza del primo Governo di centro-sinistra, nei primi mesi di lavoro, ” mi sentivo un pesce fuor d’acqua perche’ tutto veniva deciso dai tecnocratici del Ministero”, constatazione suffragata, tra l’altro, dalla mia esperienza diretta quando mi recavo al Ministero della Marina Mercantile per un sollecito alle autorizzazioni per l’importazioni di navi di piccolo cabotaggio dove il Sottosegretario pro- tempore mi riferiva ” questo tuo sollecito mi obbliga alla firma una decina di autorizzazioni di interesse del Dirigente”.
Esempi come tanti altri dove la Buracrazia, a tutti i livelli, e’ un elemento frenante agli orientamenti voluti dalla politica.

Se oggi nella scacchiera europea si e’ arrivato ad un ruolo secondario, se non infimo dell’Italia, pur avendo figure di spessore come quella di Draghi, Presidente della BCE, in scadenza, la responsabilita’ e’ da addebitare alla mediocrita’ della politica che non ha saputo darsi un progetto di lungo respiro, con riforme di struttura, che la societa’ in evoluzione chiedeva, limitandosi a barattare mezzo punto di sforamento al Patto di Stabilita’, una politica miope che guarda solo l’ordinaria amministrazione, trascinandosi difetti che ostruiscono la modernizzazione del Paese. La strada meno idonea e’ quella di uno scontro con le Autorita’ Europee, ed ancora più’ pericolosa se esiste un disegno di affossare il percorso di una Europa Politica. C’è bisogno di una “pace sociale” dove ognuno nei rispettivi ruoli, di governo e di opposizione, faccia la sua parte, quella che oggi manca nel paese. Bisogna che si intraprenda una politica keynesiana, che non può’ non venire dall’Europa, di massicci investimenti pubblici che vanno nella direzione di messa in sicurezza il territorio e costruire infrastrutture nelle zone piu’ debole del paese dove la BCE e’ un esecutore delle scelte politiche. Considerare questi investimenti voci fuori Bilancio, prestiti che verranno ripagati, senza interessi, con gli avanzi scaturiti dalla crescita del P.I.L. che unitamente a riforme di struttura da realizzare vanno nella direzioni di attrarre investimenti esteri, mentre dobbiamo constatare oggi, nella stragrande maggioranza, quando utilizzati, i Fondi Strutturali Europei vanno nella direzione opposta, di politiche clientelari.

Spero che l’attuale Governo, dal Presidente del Consiglio, meridionale come il Vice-Presidente, Luigi Di Maio, massima espressione del Movimento 5 Stelle, che nel Sud ha riscosso il massimo dei suffraggi, non tradisca le aspettative e sappia che uno sviluppo integrato del paese ed una modernizzazione di esso passa attraverso uno sviluppo del Mezzogiorno che non puo’ prescindere dal liberarci dell’illegalità diffusa ed una politica europea che guarda con interesse i Mezzogiorno d’Europa. Il lavoro e’ pieno di insidie, interne, esterne, dalla finanza globale che la vuol far da padrone sulle produzioni, alle politiche di libero mercato, per cui non serve, un ritorno al passato, con le nazionalizzazioni diffuse, ma Autorita’ Indipendenti scelte con competenze e non appartenenza.

Sono contro il protagonismo, in politica non paga, le esternazioni di Salvini quale la irreale “invasione barbarica” degli immigrati serve solo ad inculcare paura nei cittadini, per un suo disegno egemonico della Destra, a cui il Paese ed in particolare il Mezzogiorno ha tutto da perdere e non risolvere i reali problemi del paese, cosi’ come non condivido, anzi le ritengo dannose, le esternazioni di Allodi, invocare contro, la lotta armata, rettificate poi ” Popolo armato si’ ma soltanto di indignazione”, avrei preferito per il ruolo ricoperto di segretario regionale del P.D. e assessore regionale della Giunta Bassolino una sua autocritica per le cose non fatte o fatte male. Altro elemento dolente, dover constatare l’enfatittazione, il protagonismo del P.M. Luigi Petronaggio, della Procura di Agrigento, l’inchiesta contro Salvini, se un atto dovuto, tale deve restare e seguire il suo corso, la pubblicita’ dei magistrati e’ del tutto fuori luogo e pericolosa. Episodi che ricordano i momenti più’ bui della Repubblica: il periodo del Terorismo e Tangentopoli dove si preferi’ percorrere una strada di non ritorno, “gettare il bambino con tutta l’acqua sporca” e non rigenerare i partiti, e trasformare la democrazia imperfetta ad una democrazia perfetta, dell’alternanza. Il risultato sono i populismi!.

La Pace Sociale deve partire dalle realta’ locali, dove l’elezione dei suoi rappresentanti deve scaturire dalla partecipazione della società’ civile, i migliori interpreti dei problemi della gente e non nelle oscure stanze dei partiti che hanno quasi smarrito i propri fini istituzionali.
Non e’ difficile, ma di possibile attuazione, esistono intellinghentia locali, individuare un gruppo di volenterosi, possibilmente di giovani, nella comunita’ locale tra l’associazionismo, le arti, le professioni che si sono formati con le loro attitudine, che all’unisono lavorino per il bene del paese, dove il lavoro di gruppo ha la preminenza e la figura del Sindaco quella di coordinatore ed espressione dell’Amministrazione, l’impegno politico diventa una missione verso la citta’ che si ama. Il sapere, l’abnegazione, il lavoro profuso sono elementi selettivi della futura classe dirigente non il carrierismo al politico mediocre, esso genera ulteriore mediocrita’ che il paese deve liberarsi. Significa non aver compreso la lezione delle ultime elezioni , a livello locale, a Marano, non aver fatto tesoro delle conclusioni della Giunta Cavallo, in cui, non e’ servito il suo valore aggiunto che ha consentito al dott. Mario Cavallo di diventare Sindaco, e’ mancata una squadra coesa e capace della sua maggioranza portare a compimento il mandato, ne’ la successiva amministrazione Liccardo dove la sua inesperienza politica unita alla la sua maggioranza, in odore di camorra ha portato il Comune allo scioglimento per la seconda volta del Consiglio Comunale.
La città’ si avvia alle elezioni, le candidature a Sindaco che circolano sono tante, mi soffermo su due: quella dell’UCD, di Albano, il quale in una intervista sostiene che rappresenta il nuovo, ed ha le idee per risolvere i problemi del paese, uno come me che conosce i fatti e misfatti di ieri e di oggi, gli ricorda che in politica le idee, nel caso sussistano, si concretizzano in un programma, rappresenta il vecchio ed oltre, una sua sciagurata elezione a Sindaco porta direttamente ad un terzo scioglimento del Consiglio Comunale; quella del P.D. di Stanzione, indicata e voluta dal potente, di ieri, della zona, l’on. Topo, in disaccordo persino con le indicazioni della maggioranza locale e’ altrettanto un modo vecchio ed impopolare. Un partito che si richiama ai valori della democrazia, elabora prima un programma di massima e, se sceglie di presentarsi con un alleanza di riferimento, larga, convochi un’assemblea pubblica, deliberi il programma, individui il gruppo di amministratori e tra questi indica il candidato a Sindaco.

Li’, 29/08/2018

Franco De Magistris

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
  • Fascinated
  • Happy
  • Sad
  • Angry
  • Bored
  • Afraid

Commenti