All’ombra dello scontro all’arma bianca tra Elly Schlein e Giuseppe Conte per il timone del campo extralarge che non decolla mai si agitano i cespugli centristi in cerca di sponde ‘moderate’ in una guerra di tutti contro tutti. Nel giorno dell’orgoglio dem contro il leader 5Stelle irrompe sulla scena la Leopolda di Matteo Renzi. L’ex premier in grande spolvero continua nella sua marcia di logoramento. Ex enfant prodige, ex rottamatore ora mette sul palco un po’ di tutto per riprendersi Itaca, cioè l’Italia “che sta peggio dopo 4 anni di governo Meloni”. La prima mossa è una faccia a faccia con Vincenzo De Luca, applauditissimo quando lancia frecciatine velenose al Nazareno. Il sindaco di Salerno, invitato a parlare di sicurezza, usa il palco per alzare il prezzo con Pd e M5S. Entrambi evitano accuratamente di infilarsi nel cul de sac delle primarie.
Renzi lancia più di un assist al “sindaco-sceriffo”, che alterna stilettate alla propria parte politica e regala citazioni di Epitteto in greco antico. “Per quello che non ha fatto il governo l’opposizione dovrebbe essere al 65%”, incalza De Luca. “Com’è possibile che, dopo il rinnovo della segreteria, il Pd sia ancora tra il 19 e il 21%? E non si riesca ad avere una capacità espansiva?”. Renzi gli tira la volata in un siparietto tutto da gustare. “È un sindaco sanguigno, esperto, molto capace. Può dare molto ai più giovani ma anche in generale al centrosinistra. Quando c’è la campagna elettorale lo voglio vedere in prima fila. Lo voglio vedere un confronto fra lui e Salvini o fra lui e Piantedosi”.
I centrini scalpitano, in pista il progetto civico di Onorato
Intanto fuori dalla Leopolda e lontano dai piani alti del Nazareno è un via vai di dichiarazioni e consigli ai “grandi” dei cespuglietti in pista per la fatidica quarta gamba. Tra questi si da un gran da fare uno scalpitante Alessandro Onorato, assessore capitolino di Gualtieri impegnato da tempo nella tessitura di un ambizioso Progetto civico Italia. Non proprio uno statista a sentire De Luca. “A Roma stanno nascendo esperienze politiche di tutti i tipi. Ho letto da qualche parte progetto civico, tradotto in italiano è paraculismo civico”. Eppure Onorato proclama sicuro: “La vera sorpresa delle prossime elezioni saremo noi”. Che cosa ha in testa? Non un partito di centro, naturalmente ma “una forza politica nuova, civica e concreta, che parli ai cittadini recuperando i temi che il centrosinistra ha regalato alla destra”. Qualcuno gli rimprovera di essere un’emanazione di Goffredo Bettini e lui nega. “È uno dei più autorevoli esponenti politici della sinistra ma nessuno ci eterodirige”. Verrebbe da dire che c’è già Renzi a occupare quello spazio politico e a disturbare il manovratore. Ma nel centrosinistra sono specializzati nella divisione dell’atomo. “Chi ha aderito a Progetto civico Italia, se avesse voluto, avrebbe già potuto scegliere Italia viva. E invece gli amministratori vogliono scrivere una nuova pagina politica”, dice Onorato.
La strana coppia Gabrielli-Ruffini: lo sbirro e l’esattore
Lontano dalla Roma di Gualtieri si agita pure la nuova coppia Franco Gabrielli ed Ernesto Maria Ruffini, che punta a costruire un’alternativa all’attuale quadro politico. La loro creatura, invece, si chiama “Più Uno”. Lo sbirro e l’esattore, dicono i maligni, non proprio una garanzia di appeal elettorale. Entrambi hanno un curriculum primo piano dell’establishment, cresciuti nella macchina pubblica. Il primo è stato prefetto, capo della Polizia, direttore dei servizi segreti, numero uno della Protezione civile. Il secondo ha guidato l’Agenzia delle entrate. In una intervista fiume al Corriere, l’ex capo della Polizia ha raccontato che avrebbe potuto aspettare la nascita di un nuovo governo e magari ottenere un altro incarico. E invece, “eroicamente”, ha scelto invece di impegnarsi direttamente nel progetto di Ruffini. “Non mi avventurerò in solitaria ma accompagnerò un progetto già in cammino”. Con Onorato? “Il confronto non è soltanto possibile, ma utile”, taglia corto Gabrielli. Alla guerra come alla guerra, ognuno crede di aver dalla sua un elettorato tutto “suo”. E strepita tra sgambetti, veti e messaggi cifrati.
Fonte Il Secolo
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