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Terzo giorno di ferie buttato nella spazzatura. NEANCHE OGGI SONO RIUSCITA A FARE LA CARTA D’IDENTITÀ A MIO FIGLIO DI UN ANNO, preso dal sonno perché ieri gli addetti mi hanno rimproverato di essere arrivata tardi, malgrado sia andata alla 9:30 a prendere il numero. Oggi con il numero alla mano siamo stati gentilmente a casa perché, guarda un po’, alle 12 i computer si sono bloccati. Sarà sicuramente una coincidenza e non voglio pensare che stando alle 12 al numero 82 e occorrendo 30 minuti per ogni pratica, fino al numero 93, avrebbero saltato la pausa pranzo. Ci è stato detto che erano bloccati i terminali di tutta Italia e ahimè rimpiango di non avere chiamato gli uffici anagrafe di qualsiasi altro Comune per avere conferma.
E me ne sono andata via solo perché mio figlio doveva pranzare (avendogli fatto fare la colazione lì non credevo di dovermi organizzare anche per il pranzo)! Non so chi/cosa sia la causa di questi disservizi ma non si può vivere così. È una vergogna! La vita è piena di problemi seri e non si può tornare a casa col mal di testa provocato dal nervosismo per queste cose. Ho avuto la fortuna o forse sfortuna di vivere altrove e posso assicurarvi che non è così. Meglio vivere nell’ignoranza intesa nel senso di non sapere come funziona altrove e rassegnarsi all’idea che sia tutto normale. È stato uno scempio vedere bimbi piccoli e persone anziane (peraltro costrette a recarsi a piedi al Comune per i disservizi del trasporto pubblico) essere mandate a casa. Sempre più contenta che il destino mi abbia dato la possibilità di non far crescere mio figlio qui! E se un giorno chiederò a mio figlio:”cosa vuoi fare da grande”? E lui mi risponderà:”il posto fisso”. Proverò a crescerlo e a educarlo in modo tale che rientri in quella fetta di persone che danno valore e onore al loro lavoro.
Sara (Marano)


























