I giudici del Tribunale del Riesame di Napoli hanno annullato la misura cautelare in carcere per Renato Napoleone, nuovo ras dell’hinterland a nord di Napoli secondo le accuse della Dda, e per altri tre uomini del suo gruppo, tutti indagati, a vario titolo, per due omicidi avvenuti nel 2014 nel periodo della faida interna al clan Amato-Pagano, i cosiddetti scissionisti, per il controllo di Mugnano, Melito e Marano.
Il Riesame ha accolto le istanze di scarcerazione avanzate dalla difesa, nel collegio gli avvocati Claudio Davino, Rocco Maria Spina, Condolero. Bisognerà attendere il deposito delle motivazioni per conoscere quali delle tesi difensive sono state condivise dai giudici.
La difesa ha puntato a minare sia le motivazioni del gip che ha firmato le misure cautelari sia le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia che sono al cuore delle ricostruzioni dei due omicidi.
Napoleone lascia quindi il carcere e torna nella sua super villa, dove alcune settimane fu arrestato e dove torna a scontare gli arresti domiciliari per una precedente sentenza per reati di associazione a delinquere e traffici di droga. La scarcerazione resta sulla carta per gli altri tre indagati, che restano in cella per effetto di una precedente condanna: si tratta di Dario Amirante, Angelo Antonio Gambino, Francesco Paolo Russo.

























