Non solo estorsioni ai danni di imprenditori e commercianti, ma anche una fiorente attività di “recupero crediti”. Nell’ordinanza di custodia cautelare contro dieci membri del clan Orlando, di cui 4 già da tempo in carcere, si fa riferimento anche a tale attività. Sono due i casi accertati dai magistrati inquirenti. Raffaele Orlando, alias Papele, leader indiscusso del gruppo malavitoso, era stato avvicinato da due persone, entrambe destinatarie di provvedimento cautelare, affinché intercedesse e si muovesse per recuperare crediti da loro vantati.
Papele aveva dato disposizioni ai suoi uomini o era intervenuto personalmente, con il “metodo della minaccia o della violenza” scrivono i pm, costringendo Chianese Cristofaro a versare la somma di 24 mila euro per un presunto credito vantato da Chiara Catuogno (ai domiciliari) e 4 mila euro a C.D.V (non indagato) per un presunto credito vantato dallo stesso Chianese.
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