È stato raggiunto l’accordo tra l’Azienda Ospedaliera dei Colli e la famiglia del piccolo Domenico Caliendo, il bambino deceduto dopo un trapianto di cuore all’ospedale Monaldi di Napoli. L’intesa, definita al termine dell’incontro tra i legali dell’ospedale e l’avvocato Francesco Petruzzi, che assiste i genitori, prevede un risarcimento economico la cui entità resta coperta da un patto di riservatezza.
Ma, per la famiglia, nessun accordo potrà mai cancellare il dolore per la perdita del proprio bambino. «Nessuna cifra potrà ridarmi mio figlio», ha affermato la madre di Domenico, ricordando che il risarcimento non rappresenta la fine della loro ricerca di verità e giustizia.
L’intesa raggiunta non impedirà infatti ai genitori di costituirsi parte civile nell’eventuale procedimento penale, continuando così a perseguire l’accertamento di eventuali responsabilità nella vicenda.
Dall’Azienda Ospedaliera dei Colli spiegano che l’accordo è il risultato di «un lungo e articolato lavoro di analisi», supportato da approfonditi accertamenti di natura tecnica e giuridica che hanno consentito di ricostruire ogni aspetto del caso.
Per la famiglia Caliendo, tuttavia, il risarcimento rappresenta solo un passaggio formale. Il vuoto lasciato dalla scomparsa di Domenico resta incolmabile e, come ribadito dalla madre, nessun accordo potrà mai restituire loro il figlio.
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