Ranucci, cinque ore di audizione davanti alla Commissione Rai: domande su fonti, inchieste e Lavitola

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È durata ben cinque ore, ieri, davanti alla Commissione per il Codice etico della Rai, l’audizione del conduttore di Report, Sigfrido Ranucci. Al centro dell’attenzione, alcune inchieste realizzate dalla trasmissione e il rapporto tenuto con le fonti. «Ho risposto a tutte le domande» ha fatto sapere il giornalista e vicedirettore dell’Approfondimento Rai.

L’audizione, iniziata presso gli uffici della tv pubblica intorno alle 14,30 è andata avanti fino a sera, toccando tutti i punti considerati dubbi sulla base del Codice etico della emittente pubblica. Ranucci, come si è detto, ha risposto a tutte le domande, in particolare quelle della responsabile dell’Internal audit, Delia Gandini, uno dei cinque dirigenti che fanno parte della commissione.

Il focus ha riguardato il rapporto con le fonti e la loro gestione nelle inchieste di Report. Particolare attenzione sarebbe stata riservata al legame del conduttore con Valter Lavitola, pregiudicato, «amico fraterno» del giornalista e, secondo la Procura, presunto mandante dell’attentato che nell’ottobre del 2025 ha danneggiato l’auto di Ranucci, parcheggiata di fronte alla sua abitazione.

L’ipotesi che la commissione intenderebbe verificare è quella secondo cui alcune delle inchieste di Report sarebbero state «ispirate» da interessi personali, in particolare quelli di Lavitola. Si parla di veri e propri business, come quello dell’energia eolica, e di piccole-grandi vendette. Come quelle che il faccendiere avrebbe diretto nei confronti di alcuni esponenti di Fratelli d’Italia, il partito che ha presentato al riguardo, contro di lui, un esposto in Procura.

Ranucci, da parte propria, avrebbe già portato con sé copiosa documentazione per respingere tutti gli addebiti che gli sono stati mossi in alcune ricostruzioni giornalistiche nelle ultime settimane e in particolare da quando Lavitola è finito sotto inchiesta come mandante dell’attentato contro il giornalista per cui quattro presunti esecutori sono tuttora in carcere.

Dopo la perquisizione subita da Lavitola per ordine della Procura di Roma è emersa la sua amicizia con il giornalista, una frequentazione che ha spesso avuto come location il ristorante del faccendiere. Secondo il giornalista, le deduzioni trascritte dalla stampa sarebbero del tutto «prive di fondamento» e in molti casi avrebbero solo l’intento di mettere in discussione la sua serietà. Insomma, una sorta di complotto a suo danno, cui la Rai non dovrebbe dare seguito, tutelando lui e Report come patrimonio del servizio pubblico.

Nessun altro giornalista della redazione sarebbe finora stato ascoltato, il che non esclude che ciò avvenga nei prossimi giorni, se l’intento della commissione è quello di ricostruire il modus operandi seguito nella scelta dei temi, nel vaglio delle fonti e del materiale da approfondire e nella modalità di esecuzione delle inchieste. La commissione potrebbe terminare i propri lavori prima della pausa di Ferragosto, ma sul punto in Rai preferiscono non fornire certezze, forse puntando sull’effetto-sorpresa.
Intanto prosegue l’indagine sull’attentato da parte della magistratura: la Procura potrebbe ascoltare Sigfrido Ranucci, come parte offesa, a settembre.

Fonte Il Corriere

 

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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