Verrà considerata legittima difesa «la reazione ad un’aggressione commessa in tempo di notte ovvero la reazione a seguito dell’introduzione nei luoghi» con «violenza alle persone o alle cose ovvero con minaccia o con inganno»: si tratta, dunque, delle rapine notturne perpetrate nelle case. Lo prevede un emendamento della commissione alla proposta di legge sulla legittima difesa su cui è in corso l’esame nell’Aula della Camera.
La modifica raccoglie l’accordo di tutti, ma la Lega chiede più tempo per esaminare le modifiche. Un altro emendamento della commissione precisa l’esclusione della colpa di chi reagisce «in situazioni comportanti un pericolo attuale per la vita, per l’integrità fisica, per la libertà personale o sessuale». La norma sulle rapine notturne su cui c’è la convergenza della maggioranza e di Fi, viene spiegato, si rifà ad una analoga previsione vigente nella legislazione francese, che prevede appunto la legittima difesa per l’atto di respingere aggressioni perpetrate di notte con aggressione, violenza ed inganno. La norma è sostanzialmente sulla scia di quanto previsto da emendamenti precedentemente presentati da Ap e Fi.
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