Marano, quel manufatto a tre metri da un alveo naturale. I lavori procedono, ma è “normale”….

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Le festività natalizie sono ormai prossime, ma a Marano l’edilizia non conosce soste, momenti di pausa. Non più come una volta, certo, ma qualcuno continua a muoversi, seppur con “opere” più modeste. Qualche mese fa ci occupammo del manufatto che sorge praticamente a ridosso di un alveo naturale, zona San Rocco, a due passi dal panificio Panimer. Sollecitammo il Comune a fornire risposte, poiché alcuni addetti ai lavori, geometri e architetti, avevano posto l’accento sul mancato rispetto delle distanze dall’alveo e sulla questione del presunto vincolo idrogeologico.

Di risposte esaustive non ne ottenemmo, anche se qualche tecnico comunale sostenne che la pratica era stata esaminata al meglio e che, almeno in teoria, tutto era in regola. Un po’ come era accaduto per la palazzina ubicata pochi metri più avanti, quella della soprelevazione, che per qualcuno era in regola e che, invece, in regola non era, tanto è vero che il Comune ha poi dovuto disporre lo stop all’intervento (vizi sono stati ravvisati nella pratica iniziale) sulla scorta delle considerazioni emerse proprio in alcuni articoli.

Il manufatto intanto, quello a ridosso dell’alveo di Foragnano, si perfeziona di giorno in giorno. Si completa, prende forma. E’ tutto veramente in regola? Possibile che si possa costruire a meno di 5 metri da un alveo naturale? Domande destinate a non avere risposte. Nessuno risponderà. Tra una fetta di pandoro, un brindisi e un capitone, passeranno diversi giorni e la cosa finirà nel dimenticatoio.

edilizia

 

 

 

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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