Il governatore, che aveva invitato 300 sindaci a prendere ad esempio “Franco Alfieri, notoriamente clientelare” per raccogliere voti alla causa del Sì, bolla le polemiche come “fumo”. Ma il primo cittadino della cittadina del Cilento è sotto inchiesta a Vallo della Lucania perché avrebbe evitato di acquisire al comune appartamenti confiscati in cambio del sostegno elettorale dei proprietari di quei beni, il clan dei Marotta.
Intanto però le sue frasi finiscono in procura: il M5s ha annunciato che presenterà un esposto ai magistrati partenopei contestando all’esponente del Pd lo “scambio elettorale politico-mafioso, previsto dall’articolo 416 ter del codice penale”. E il senatore Luigi Gaetti, capogruppo di turno dei pentastellati a palazzo Madama, chiederà l’acquisizione della registrazione pubblicata dal Fatto Quotidiano e porterà la questione anche in Commissione Antimafia.
“L’importante è che non stesse facendo dichiarazioni pubbliche. Mi è toccato anche difenderti”, scherzava Matteo Renzi il 19 novembre a Caserta, vedendo De Luca entrare in ritardo in sala durante una iniziativa a sostegno del Sì al referendum del 4 dicembre. Lo sceriffo ha preso alla lettera le parole del presidente del Consiglio e del caso non parla: “In questo momento sono vincolato al voto del silenzio“, ha spiegato il ras del Pd in Campania in un convegno a Napoli”.
Fonte Il Fatto
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