Gomorra dalla A alla Z. La fine del clan Lo Russo

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Con il pentimento dell’ultimo pezzo da novanta della cosca di Miano, ovvero di “Tonino Capitone” all’anagrafe Antonio Lo Russo, si chiude un ciclo malavitoso durato 40 anni. I fratelli Lo Russo iniziano la loro carriera criminale negli anni ’70 e, poco dopo, aderiscono al cartello criminale denominato Nuova Famiglia, nato per combattere il professore di Ottaviano Raffaele Cutolo. Archiviata la questione Cutolo, è subito tempo di spartire i territori con gli altri clan. Ai Lo Russo spettano le zone di Chiaiano, Marianella, Piscinola, Colli Aminei, Frullone, Capodimonte e Miano. Il rione Janfolla è la loro roccaforte.

Ritenuti personaggi non sempre affidabili, i “Capitoni” erano parte integrante della cupola di Secondigliano ma, come si evince dai verbali del collaboratore di giustizia Giuseppe Misso detto ‘o Nasone, ebbero un ruolo chiave nell’omicidio di Gennaro Esposito, alias ‘o Curto, all’epoca reggente del clan Licciardi. Secondo ‘o Nasone, i Lo Russo avrebbero fornito appoggio logistico ai killer per rendere più agevole il loro ingresso nella Masseria Cardone, roccaforte dei Licciardi.

Dopo il primo pentimento, cioè quello di Salvatore, avvenuto nel 2009, i familiari (figli e fratelli) non abdicarono e non si allontanarono dal loro quartiere: iniziarono tuttavia ad avere problemi con le altre famiglie secondiglianesi, poiché alcuni rappresentanti di queste famiglie non vollero più sedersi al tavolo con Tonino a causa delle scelte fatte dal padre, diventato collaboratore di giustizia.

Dal 2009 ad oggi c’è stato un effetto a catena di pentimenti all’interno della famiglia. Dopo Salvatore è stato il turno del fratello Mario e, poco dopo, anche di Carlo, il fratello minore. E’ notizia di pochi giorni fa dell’analogo percorso seguito anche da Tonino, il figlio di Salvatore. Resta ora da capire l’altro fratello, ovvero Giuseppe, ed il figlio Vincenzo detto “The one” oppure “‘O Signore”, cosa faranno. Ma soprattutto anche coloro che un tempo erano le colonne portanti della cosca, a partire da Raffaele Perfetto, alias Muss ‘e Scign killer, condannato all’ergastolo, Oscar Pecorelli, meglio noto come ‘o Malommo, Pasquale Angellotti, detto Linuccio ‘o Cecato, Vincenzo Buonavolontà, per tutti ‘o Cenzone, Luigi Pompeo e Salvatore Silvestri.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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