Case popolari a Marano, l’iter si è di nuovo arenato. Ecco cosa sta accadendo e chi sta gestendo (male) la situazione

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Tutto fermo. L’iter per la pubblicazione della graduatoria degli aventi diritto di un alloggio popolare (vicenda annosa e destinata probabilmente a non essere risolta) si è fermato alla scorsa primavera. La commissione che doveva vagliare le domande dei cittadini, presieduta dal dirigente Claudia Gargiulo, non si riunisce dallo scorso maggio. Sul tavolo restano ancora 30 domande da visionare, ma la Gargiulo – dirigente finito nell’occhio del ciclone per alcune discutibili scelte – non sembra avere alcuna fretta.

I passi da fare. Il Comune dovrebbe stilare una graduatoria degli aventi diritto, sollecitata e richiesta da almeno tre anni. Una volta ultimato questo step, si dovrebbe passare alla fase più delicata: ovvero individuare gli alloggi disponibili. E qui arrivano le note dolenti: il 90-95 per cento degli attuali occupanti non ha alcun titolo per poter usufruire delle case. Sono perlopiù persone che hanno in qualche “ereditato” gli alloggi da padri, nonni e altri parenti; qualcun altro invece l’ha acquistato – senza alcun avallo amministrativo – dai vecchi occupanti. Un macello, insomma. A norma di legge, il Comune dovrebbe sgomberare la maggior parte degli attuali occupanti e pretendere un adeguamento del canone da chi è in possesso delle necessarie autorizzazioni e versa comunque una miseria come fitto.

Molti sono stati già convocati al Comune, qualcuno sta regolarizzando la propria posizione, ovvero il pagamento degli arretrati non corrisposti all’Ente. Ma il punto è un altro: ci sono molte famiglie bisognose che avrebbe maggiori diritti rispetto a chi oggi è in quelle case.

Come andrà a finire? Finirà a tarallucci e vino, alla maranese insomma. Se mai qualcuno entrerà in qualche alloggio, sarà solo se il Comune (chissà quando) troverà il coraggio di mettere alla porta le famiglie (almeno una ventina) che hanno guadagni di tutto rispetto.

© Copyright Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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