Campania, calo delle iscrizioni all'università. La laurea online diventa sempre di più una solida alternativa

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Gli atenei italiani sono in crisi, soprattutto per quanto riguarda le strutture del Sud e nello specifico della Campania. Questo è quanto emerso dall’inchiesta portata avanti dall’UDU, secondo la quale la regione campana ha visto un crollo verticale delle immatricolazioni superiore al 25%: dati che, uniti alla perdita complessiva di circa 70.000 immatricolazioni in tutto il Sud, fanno tremare più di un paio di ginocchia. Parliamo infatti del picco di una crisi, quella degli atenei universitari del Meridione, che esiste da anni e che solo recentemente sta balzando ai fatti di cronaca. Ed i motivi sono alla luce del sole.

I motivi di una crisi che coinvolge tutti
Le strutture universitarie del Sud cadono a pezzi, non offrono una preparazione adeguata e spesso neanche i corsi di laurea basilari. Senza poi considerare i tagli dei finanziamenti e la costrizione a dimezzare le borse di studio per gli studenti disagiati. Sono tutti motivi che finiscono per spingere gli studenti ad abbandonare il Sud in favore dei paesi esteri, per potersi iscrivere presso le università ospitate dai maggiori centri cittadini europei: un abbandono che finisce per coinvolgere anche il già povero mercato del lavoro italiano che, privato dei suoi giovani, finisce per non trovare il capitale umano necessario per avviare nuove attività.

E questo spinge anche chi ha già conseguito una laurea ad emigrare, per poter sfruttare appieno le competenze che, in Italia, non vengono ancora considerate.

La soluzione offerta dalle università online

Come arrestare questa gravissima emorragia di studenti all’estero? La soluzione ha un nome ed un cognome: università telematica. Atenei come l’università Niccolò Cusano, infatti, offrono master universitari online riconosciuti non solo in Italia ma anche a livello europeo: in questo modo non si è costretti a traslocare e lasciare la propria terra per completare gli studi poiché basterà recarsi a Napoli per gli esami, e inoltre non si verrà limitati in futuro visto che la laurea avrà valenza europea.

Questa è una scelta che ha alla base anche altri sostanziosi vantaggi, come ad esempio la possibilità di risparmiare tutti i soldi spesi per trasferirsi e per vivere all’estero, ed il fatto di non privare la propria regione (e l’Italia) delle menti del futuro, nell’ottica di un ricambio generazionale necessario per pareggiare il valore economico e commerciale delle altre potenze europee. E non è un caso che una larga fetta delle iscrizioni all’università tradizionale sia stata assorbita proprio dagli atenei telematici.

Un problema tutto italiano

Ciò che non consola è il fatto che questa crisi di immatricolazioni, con relativa fuga verso l’estero, non è un problema che riguarda solo il Sud e la Campania, ma anche le altre regioni. Le uniche che resistono sono le grandi metropoli dello Stivale, mentre gli altri complessi universitari stanno diventando sempre più spesso delle vere e proprie città fantasma: edifici fatiscenti, pochissimi studenti iscritti, ed una diffusa sensazione di desolazione e di abbandono.

In un clima del genere, a chiunque verrebbe voglia di emigrare all’estero, o di provare soluzioni innovative e funzionali come gli atenei telematici. Non ci resta che sperare che la situazione possa stabilizzarsi in futuro, permettendo ai nostri giovani di rimanere in Italia.

© Copyright Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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