Matteo Salvini parte da Giorgetti premier

0
Giancarlo Giorgetti questa sera, 24 aprile 2012, durante un comizio tenuto a Como in sostegno del candidato a sindaco del carroccio Alberto Mascetti. MATTEO BAZZI / ANSA
Condividi
965 Visite

Matteo Salvini riunisce i suoi gruppi parlamentari e suggerisce loro di «disdire le ferie» perché il voto è dietro l’angolo. Eppure, mentre il leader leghista parla, a metà giornata, il pessimismo sembra scaramantico. Evocare le elezioni ai suoi appare un mettere le mani avanti, perché la possibilità di mettere insieme una maggioranza 5 stelle – Lega con quella che a quell’ora viene ancora chiamata la «benevola astensione» di Forza Italia sembra più vicina che nelle ore precedenti: «Ci provo fino all’ultimo» giura infatti Salvini. I leghisti attendono il via libera di Silvio Berlusconi a un governo basato sull’asse con i 5 stelle. Poi, quando l’ex premier diffonde la nota del «fate voi» («Non potremo certamente votare la fiducia, ma valuteremo in modo sereno e senza pregiudizi l’operato del governo che eventualmente nascerà») il leader leghista batte la sua risposta mentre si trova all’Olimpico per Milan-Juventus: «Come promesso, stiamo lavorando fino all’ultima ora per far nascere un governo fedele al voto degli italiani». Ferma restando «per lealtà e coerenza l’unità del centrodestra» e ringraziato Berlusconi, «rimane da lavorare su programma, tempi, squadra e cose da fare. Per me sarebbe un onore guidare il paese. O si chiude veloce, o si vota».

E così, Salvini e Di Maio — che invece parla di «premier terzo» — si ritrovano tra le dita un cerino corto. Hanno chiesto a Sergio Mattarella 24 ore di tempo per approfondire la possibilità di un governo, e la proroga è stata accordata. Però, ora si tratta di spiegare al capo dello Stato il disegno che hanno in mente. Ed è qui che arriva il difficile. Tanto per cominciare, occorrerebbe indicare un candidato premier. I leghisti suggeriscono il loro vice segretario, l’acuto Giancarlo Giorgetti. Ma gli stellati scuotono la testa: se il capo del governo deve essere una personalità così decisamente targata, non si vede perché allora non possa essere Luigi Di Maio, leader del primo partito per voti. Dicono, spiega un leghista, che «Matteo Salvini è il leader di un centrodestra che non è detto esista». Anche se Berlusconi nella nota dice che la “non sfiducia” «non segna la fine dell’alleanza di centro-destra», sia pure derubricata alla collaborazione «nei governi regionali e locali», alla «storia comune» e solo in ultimo al «comune impegno preso con gli elettori». Tra l’altro, se Forza Italia forse si asterrà, Giorgia Meloni non intende regalare niente: chiede l’incarico per Matteo Salvini e ai suoi dice che «è soltanto dall’esito delle scelte di Mattarella che Fratelli d’Italia indicherà le proprie decisioni». Dal partito si segnala il suo malumore per essere stata scarsamente consultata.

  • Fascinated
  • Happy
  • Sad
  • Angry
  • Bored
  • Afraid

Commenti