Mafia, la figlia di Totò Riina: “Mio padre da latitante usciva normalmente. La strage di Capaci? Eravamo sul divano”

0
Condividi
788 Visite

Girava tranquillamente per andare a fare la spesa o in farmacia nonostante fosse ricercato. È in questo modo che trascorreva la sua latitanza Totò Riina, il capo dei capi di Cosa nostra. “Usciva normalmente, senza trucchi, senza maschere. Girava anche per Palermo quando c’era bisogno uscivamo, per andare a fare la spesa, in farmacia”, racconta la figlia del boss corleonese in un’intervista rilasciata alle Iene, in onda la sera del 10 dicembre su Italia 1.

“Io, mio padre, mia madre e i miei fratelli siamo stati sempre insieme durante la latitanza. Non andavamo a scuola, era mia madre a farci da insegnante perché giravamo sempre, di continuo, non ci fermavamo mai. Lui diceva che per il lavoro dovevamo andarcene in un altro posto. Non lo capivamo, magari eravamo pure piccoli. Non avevamo questa percezione di una cosa brutta, negativa, tipo che fossimo braccati. Non ci diceva: dobbiamo scappare di notte, oppure dobbiamo allontanarci perché siamo seguiti o siamo braccati. No, lui ci diceva con calma: dobbiamo andarcene. E così facevamo le valigie e ce ne andavamo”, ha spiegato la primogenita del capo dei capi, sottolineando che in famiglia si facevano comunque le vacanze. “Sì, andavamo al mare. Stavamo una, due settimane”. E tutto senza alcun controllo delle forze dell’ordine. “La verità? Neanche uno, mai. Li abbiamo visti però non ci fermavano. Nella vita siamo stati magari fortunati per 20 anni”.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
  • Fascinated
  • Happy
  • Sad
  • Angry
  • Bored
  • Afraid

Commenti