Marano, il clan dei “Carrisi” e le estorsioni documentate dagli inquirenti

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Il racket per finanziare il clan e dare supporto alle famiglie dei carcerati. I carabinieri, che nella giornata di ieri hanno assestato il colpo contro gli Orlando, hanno accertato, tra il 2015 e il 2016, una serie di atti estorsivi perpetrati nei confronti di piccoli e grandi imprenditori della città. E, in alcuni casi, anche contro privati cittadini alle prese con lavori di ristrutturazione dei propri appartamenti.

Aprile 2016: Angelo Orlando, detto ‘o malommo, costringeva Ciro….al pagamento di mille euro (la richiesta iniziale era di 3 mila euro) per lavori in un’abitazione di via Roma.

Ottobre 2015: Raffaele Orlando, meglio noto come Papele, sollecitava un ristoratore (il nome non è noto) al pagamento di una somma di denaro non quantificata in concorso con Eliodoro Belmare (non sottoposto a misura cautelare) e Antonio Orlando.

Ottobre 2015: Gennaro Sarappo e Claudio Visconti costringevano una persona ad aprire il furgone parcheggiato in una zona controllata dagli Orlando al fine di ispezionarlo e verificare se fossero stati installati strumenti di captazione da parte delle forze dell’ordine.

Anno 2015 e oltre.

Salvatore Ruggiero, alias ‘o Russo, e Armando Lubrano (nella foto), meglio noto come Armandino, intimavano e costringevano, in separate occasioni, gli imprenditori edili Antonio e Pasquale Di Guida al pagamento di ingenti somme di denaro.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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