Lo sapevano tutti. Lo sapevano in questura, lo sapeva il sindaco, lo sapevano i napoletani, sicuramente lo sapevano anche nei palazzi romani: con l’arrivo di Salvini a Napoli sarebbe finita male. È finita malissimo. Gli scontri causati dai contestatori sono avvenuti nel quartiere Fuorigrotta, nei pressi della Mostra d’Oltremare dove era in corso l’iniziativa con il leader della Lega. I manifestanti, aderenti per lo più ai centri sociali e alla Rete antirazzista, intendevano raggiungere la Mostra per contestare, ma il loro corteo non era autorizzato a raggiungere l’area fieristica.
ll programma concordato con la questura prevedeva che il corteo si sciogliesse all’altezza di piazzale Tecchio. È stato invece proprio qui invece che sono cominciati gli scontri. Aperti dallo scoppio di due petardi che erano evidentemente un segnale concordato. In breve sono comparsi giovani con il volto coperto da caschi o da cappucci e fazzoletti, che hanno iniziato a lanciare contro la polizia sampietrini, bombe carta, cassonetti della spazzatura e segnali stradali divelti. Le forze dell’ordine hanno risposto con il lancio di lacrimogeni e l’uso di idranti. Successivamente i manifestanti hanno tentato di forzare il blocco ma sono stati respinti. Grazie al lavoro dei dirigenti della Digos, tutto si è risolto senza scontri corpo a corpo ma solo con cariche di alleggerimento. Bilancio finale: cinque fermati, un blindato dei carabinieri incendiato e molte auto, vetrine e arredi urbani distrutti.
Il Corriere
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