Marano, Izzo: “Comune sciolto per mafia. Ora basta contrapposizioni: chi ha sbagliato chieda scusa ai cittadini e si riparta”

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La recente sentenza del TAR Lazio, che ha respinto il ricorso dell’amministrazione Morra contro lo scioglimento del consiglio comunale, ha riaperto ferite ancora aperte nel tessuto sociale locale. L’evento ha inevitabilmente riacceso la contrapposizione tra gli schieramenti favorevoli e quelli contrari all’atto, un dibattito polarizzato che appare profondamente deplorevole per la comunità. In realtà, la natura di tale provvedimento è così grave da travalicare le logiche partitiche, incidendo direttamente sulla dignità di ogni singolo cittadino.
Lo scioglimento di un ente locale non genera vincitori né vinti; esso rappresenta, piuttosto, una collettiva mortificazione della città e dei suoi abitanti. Le tifoserie che si dividono su questa questione dovrebbero prendere atto che la mera presa di posizione è insufficiente. Ciò che manca è un’introspezione morale e civile, necessaria per comprendere chi e cosa abbia generato una situazione così drammatica, capace di umiliare l’intera collettività.
Sarebbe più costruttivo, pertanto, spostare il focus dalla polemica alla responsabilità. Gli artefici di questo disastro istituzionale come più volte scritto dalla testata giornalistica  Terranostranews dovrebbero rivolgere un umile richiesta di scusa a ogni cittadino, che si trova a pagare le conseguenze di colpe non sue, subendo in silenzio il peso di una crisi amministrativa dalle ricadute sociali inevitabilmente pesanti.

Michele Izzo

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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