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Fino a 3.000 euro di contributo della Regione Campania per preservare la fertilità. Lo prevede la proposta di legge del Pd per le donne che scelgono di ricorrere alla crioconservazione degli ovociti a scopo precauzionale. Fin qui nulla di male, se non fosse che la proposta della consigliera dem Bruna Fiola (sottoscritta da tutto il gruppo consiliare del Pd) viene sponsorizzata con disinvoltura dal sito istituzionale della Camera di Commercio della Campania. Che, particolare non irrilevante, è guidata dal padre Ciro.
La Camera di Commercio di Napoli sponsorizza la proposta di legge della figlia del presidente Ciro Fiola
Senza un minimo di pudore, nell’home page dell’ente di diritto pubblico compare un lungo post che descrive dettagliatamente la proposta come fosse un sito politico. Fatto, gravissimo esplicitamente vietato per legge. Roba da commissariamento. Eppure è andata così, finché misteriosamente il post è scomparso dal web. Qualcuno deve aver sussurrato alle orecchie del numero uno della Camera di Commercio napoletana che l’omaggio alla figlia d’arte, come molti degli eletti nel Consiglio regionale campano, non era opportuno.
L’omaggio paterno alla figlia d’arte dell’ente di diritto pubblico
Per Ciro Fiola, presidente di Confcommercio, affermato imprenditore, già leader dell’associazione di categoria dei macellai ed ex consigliere comunale di Napoli sempre per il Pd, tutto si può fare. Anche utilizzare il sito istituzionale dell’ente che presiede per fare lo spot all’ultima proposta di legge della figlia Bruna. La misura – si leggeva ancora nel sito – è rivolta alle donne tra i 25 e i 38 anni, residenti in Campania da almeno 12 mesi e con Isee fino a 30.000 euro. Ma non basta, nel post è virgolettata la dichiarazione della consigliera dem.
I virgolettati scomparsi dal web
“Scegliere sapendo e scegliere potendo: è questo il principio che ispira la proposta. Preservare la propria fertilità deve essere una possibilità concreta. Non un’opportunità riservata a chi può permettersela”, dichiara Fiola. Sono previsti 500mila euro l’anno dal 2026 al 2028, di cui 450mila destinati ai contributi e 50mila a informazione e sensibilizzazione. Poi il fiorellino: la proposta è dedicata a Emma Bonino e alle sue battaglie per i diritti e l’autodeterminazione delle donne.
Fonte Il Secolo d’Italia


























