Una nuova strategia terapeutica potrebbe migliorare significativamente la lotta contro il melanoma avanzato. Lo studio, coordinato dalla Fondazione Melanoma Onlus e dall’Istituto Tumori Pascale di Napoli, è stato presentato al congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) di Chicago dal professor Paolo Ascierto, oncologo dell’Università Federico II e tra i massimi esperti mondiali nel trattamento del melanoma.
Al centro della ricerca c’è MDNA11, una innovativa molecola immunoterapica progettata per potenziare in modo selettivo le difese naturali dell’organismo. Il farmaco agisce stimolando le cellule del sistema immunitario più efficaci nel riconoscere e distruggere il tumore, con l’obiettivo di superare uno dei principali ostacoli delle attuali immunoterapie: la resistenza ai trattamenti.
Lo studio, denominato Neo-Cyt, coinvolgerà 80 pazienti affetti da melanoma in stadio avanzato ma ancora operabile. La terapia sarà somministrata nelle settimane che precedono l’intervento chirurgico, una fase considerata cruciale per rafforzare la risposta immunitaria contro la malattia.
L’obiettivo è ridurre drasticamente la presenza di cellule tumorali prima dell’operazione e, di conseguenza, abbassare il rischio di recidive future. Nel protocollo più innovativo, MDNA11 verrà associata ai due immunoterapici già utilizzati nella pratica clinica, ipilimumab e nivolumab.
Alla sperimentazione partecipano alcuni dei principali centri oncologici italiani, tra cui il Pascale di Napoli, l’Istituto Nazionale Tumori di Milano, l’Istituto Oncologico Veneto, il Regina Elena di Roma, l’Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumori di Meldola, l’Università degli Studi di Perugia, l’Università Vanvitelli di Napoli e lo Ieo di Milano.
Per i ricercatori si tratta di un passo importante verso trattamenti sempre più mirati e personalizzati, capaci di aumentare le possibilità di guarigione nei pazienti colpiti da una delle forme più aggressive di tumore della pelle.
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