“Fino a che avrò respiro combatterò per i miei bimbi”. È una delle frasi più nette di Catherine Birmingham, madre della cosiddetta “famiglia che vive nel bosco”, che in un’intervista al Corriere della Sera e nel libro La mia verità torna a difendere le proprie scelte di vita e di educazione.
Birmingham si definisce “ribelle” e interpreta la società come il risultato diretto delle azioni individuali: “La società — scrive nel libro — ha abusato, colpito, represso, avvelenato, manipolato, e traumatizzato i suoi cittadini…”. Alla domanda sul ruolo della collettività, risponde: “Noi siamo la società… abbiamo un potere incredibile di influenzare e creare cambiamento”, spostando l’attenzione sulla responsabilità personale.
Nel suo racconto emerge anche una riflessione sul cambiamento personale e sul percorso interiore. “Nel corso della mia vita sono arrivata a comprendere che l’unico cambiamento che avrei mai potuto davvero realizzare era in me stessa”. Una considerazione che la donna collega a un processo costante di crescita e trasformazione, che non riguarda solo il singolo ma, a suo dire, accomuna ogni persona nel tempo.
Il tema centrale resta però quello dei figli e dell’istruzione domestica, scelta che rivendica come parte del loro percorso familiare: “La crescita emozionale, mentale e fisica e il benessere dei nostri bambini era una priorità allora e questo non cambierà mai per noi”. Una posizione che continua a essere oggetto di attenzione anche sul piano giudiziario.
Birmingham parla anche della propria sensibilità verso gli altri, che descrive come una forma di empatia e intuizione particolarmente sviluppate nel tempo. “Le mie sono sempre state molto spiccate, da che ne ho memoria. Se vuoi chiamale abilità psichiche. Se accade anche a te, allora anche tu sei una sensitiva”.
Sul tema dell’alimentazione in famiglia, finito al centro di discussioni nei mesi scorsi, Birmingham interviene per chiarire la questione dello zucchero raffinato. “Non è mai stato vietato da parte nostra e non è mai stata una nostra battaglia… abbiamo semplicemente scelto alternative”, spiega, precisando che non si è trattato di un divieto imposto ai figli, ma di una preferenza alimentare orientata verso sostituti naturali e ricette per evitare cibi processati.
La vicenda della famiglia resta intanto sotto osservazione delle autorità. I tre figli, come è noto, si trovano in una casa famiglia a Vasto e negli ultimi giorni si è svolto un incontro tra il nuovo legale della famiglia, Simone Pillon, e le figure istituzionali coinvolte nel caso, mentre resta confermato l’allontanamento della madre disposto dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila.
© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews

























