Marano. Omicidio Palumbo, il cerchio si stringe sugli assassini

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Si stringe il cerchio attorno agli assassini di Castrese Palumbo, detto “Svitapierno”, ritenuto elemento di spicco di quello che fu il clan Nuvoletta di Marano, ucciso sabato scorso in via Svizzera con un agguato brutale.

L’uomo è stato crivellato da 12 colpi di pistola, molti dei quali alla testa. Un’esecuzione che, per modalità e ferocia, lascia pochi dubbi agli investigatori: un omicidio mirato, pianificato nei minimi dettagli.

Le indagini dei carabinieri, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia, starebbero già portando a primi importanti riscontri. Gli investigatori avrebbero concentrato l’attenzione su alcune persone.

Tra gli elementi che sembrano perdere consistenza c’è il collegamento diretto con la vicenda dell’omicidio di Corrado Finale, per il quale è stato arrestato il nipote di Palumbo e che si trova tuttora in carcere. Secondo indiscrezioni investigative, dietro l’agguato potrebbe esserci ben altro scenario.

Gli inquirenti starebbero infatti scavando nel passato recente di Palumbo, tra affari legati al traffico di droga, interessi immobiliari ed edilizi e vecchi equilibri criminali che potrebbero essersi incrinati.

In città circolano molte voci e ricostruzioni, ma su un punto gli investigatori sembrano concordare: un agguato così eclatante difficilmente avrebbe potuto essere organizzato senza il via libera di qualche figura di peso negli ambienti criminali.

Per arrivare alla verità potrebbero volerci ancora settimane o mesi. Ma gli investigatori, che stanno ricostruendo movimenti, contatti e interessi economici della vittima, si dicono fiduciosi: il quadro, giorno dopo giorno, sembra diventare sempre più chiaro.

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