Salerno, le dimissioni della vergogna. Ora un esposto al prefetto per fare chiarezza sulla vicenda Napoli-De Luca

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Un atto politico durissimo, che alza il livello dello scontro e porta la vicenda delle dimissioni del sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, su un piano istituzionale senza precedenti. Roberto Celano, consigliere regionale di Forza Italia e segretario provinciale del partito, ha presentato un esposto formale al prefetto di Salerno chiedendo verifiche ispettive e accertamenti sulle reali motivazioni che hanno portato il primo cittadino a lasciare l’incarico con largo anticipo rispetto alla scadenza naturale del mandato.

Celano, che si qualifica nell’atto come “cittadino elettore del Comune di Salerno”, non usa mezzi termini. Nel documento – inviato anche agli organi di stampa e rilanciato sui social – chiede di accertare se dietro le dimissioni vi siano condizionamenti esterni e interferenze politiche tali da comprimere l’autonomia decisionale dell’organo elettivo, arrivando a sollecitare, qualora emergano profili di rilievo, la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica.

Non solo. L’esponente azzurro invoca esplicitamente l’applicazione dell’articolo 143 del Testo unico degli enti locali, la norma più severa dell’ordinamento in materia di tutela della legalità amministrativa, chiedendo al prefetto di adottare ogni misura necessaria a garantire trasparenza e corretto funzionamento dell’ente.

Nel mirino di Celano c’è un punto preciso: la presunta strumentalità politica delle dimissioni. Nella premessa dell’esposto si legge che la decisione di Napoli, sulla base di dichiarazioni pubbliche e ricostruzioni giornalistiche, apparirebbe funzionale a spianare la strada alla candidatura a sindaco dell’onorevole Vincenzo De Luca. Una scelta che, secondo il consigliere regionale di FI, non sarebbe sorretta da motivazioni politico-amministrative autonome né da esigenze legate al buon andamento della macchina comunale, ma risponderebbe esclusivamente a un disegno elettorale preordinato.

Un’accusa pesantissima, che trasforma una scelta formalmente legittima in un caso politico-istituzionale di prima grandezza.

Le dimissioni di Vincenzo Napoli erano state protocollate nel primo pomeriggio di venerdì scorso. La reazione del centrodestra campano è stata immediata e compatta: una raffica di critiche, tutte orientate nella stessa direzione, ovvero l’idea che il passo indietro del sindaco non sia frutto di una decisione personale o amministrativa, ma di una regia politica esterna, finalizzata a riorganizzare il quadro delle candidature a Palazzo di Città.

Al momento, la possibile discesa in campo di Vincenzo De Luca resta confinata al terreno delle indiscrezioni e delle voci di corridoio. Ma l’esposto di Celano cambia radicalmente lo scenario: da polemica politica si passa ora a una richiesta formale di accertamento da parte dello Stato.

Il prefetto è chiamato a valutare. E Salerno, intanto, entra ufficialmente in una delle fasi più delicate e controverse della sua recente storia amministrativa.

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