Disastro ferroviario in Andalusia: ancora 30 dispersi sotto i rottami

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Le gru lavorano ancora, nel buio. Sono passate oltre 24 ore dal più grave disastro dell’alta velocità in Spagna e, a pochi chilometri da Adamuz, sonnacchioso paese dell’Andalusia, la terra continua ad attendere i suoi morti.

Nella notte di lunedì, mentre questo articolo va in chiusura, il cuore dell’incidente resta imprigionato sotto le lamiere. Le “macchine speciali arrivate dalla città”, spiegano gli uomini della Protezione civile, non sono ancora riuscite a sollevare la carrozza numero 8, il vagone maledetto, «dove probabilmente si trovano molte altre vittime».

Il bilancio è provvisorio e già pesantissimo: 40 morti accertati, oltre 150 feriti, una dozzina in condizioni gravissime. All’appello mancano ancora una trentina di persone. Sono i desaparecidos.

L’inferno si è aperto domenica sera, alle 19.45. Il treno ad alta velocità LD AV 6189 Frecciarossa della compagnia Iryo, partecipata da FS International, in viaggio da Málaga a Madrid, è deragliato a ridosso della stazione di Adamuz, per cause ancora da chiarire. A bordo c’erano 300 passeggeri.

Venti secondi dopo, sul binario accanto, è arrivata la morte. La locomotiva dell’Alvia 2384 della Renfe, in viaggio da Madrid a Huelva, ha centrato il convoglio deragliato. Un impatto devastante, come il colpo di un ariete gigante. Almeno tre carrozze si sono ribaltate, scivolando per quattro metri lungo la scarpata.

Buio, freddo, urla. I soccorsi hanno scavato tutta la notte tra i rottami. Ieri sono arrivate le gru. Tra il terrapieno e le lamiere contorte, continuano a squillare telefoni senza risposta.

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