Dopo sedici anni di attese, stop e ripartenze, ha aperto ieri a Marano il primo asilo nido comunale, un’opera simbolo di riscatto e restituzione alla città. Il progetto nasce nel 2009, quando il Comune ottenne un finanziamento regionale di 700mila euro, poi perso nel corso degli anni a causa di rallentamenti amministrativi e vicende finite anche all’attenzione delle forze dell’ordine.
Il finanziamento è stato recuperato solo negli ultimi anni e, tra ulteriori passaggi burocratici, si è arrivati finalmente all’inaugurazione. Non sono mancati nel tempo furti e atti vandalici, che hanno interessato la struttura prima dell’apertura.
L’asilo sorge in un bene confiscato alla camorra, appartenuto alla famiglia Simeoli, legata al clan Polverino: da simbolo dell’illegalità a luogo dedicato all’infanzia. La gestione è stata affidata, tramite bando pubblico del Comune, alla cooperativa sociale Giglio, presieduta da Giovanni Tagliaferri, attiva da anni nei servizi sociali su tutto il territorio napoletano.
La struttura potrà accogliere 30 bambini dai 3 ai 36 mesi; il costo del servizio è in gran parte coperto da un ulteriore finanziamento regionale. Le famiglie interessate possono ancora presentare domanda entro la fine dell’anno.
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