Nuova irruzione questa mattina nel Giudice di Pace di Marano, dove ispettori del lavoro, militari della Guardia di finanza e personale dei vigili del fuoco hanno effettuato un sopralluogo congiunto. Un intervento che riaccende i riflettori su una situazione che, da anni, viene definita tutt’altro che regolare.
La struttura – più volte al centro di segnalazioni, denunce e verifiche tecniche – presenta da tempo gravi anomalie sui luoghi di lavoro, già riscontrate nei precedenti controlli. Proprio per irregolarità e carenze strutturali era stato sanzionato anche l’ex sindaco Matteo Morra, quando l’ente comunale aveva ancora la piena responsabilità del presidio.
Il nuovo blitz arriva a pochi giorni dal sopralluogo del presidente della Corte d’Appello di Napoli, che aveva constatato personalmente le criticità dell’edificio, e dopo le richieste ufficiali di chiusura avanzate dal Tribunale di Napoli Nord al Ministero competente.
Una vicenda che si trascina da anni e che – denunciano molti operatori – sarebbe stata a lungo occultata o minimizzata dalla politica locale, mentre i costi per mantenere in piedi la struttura sono sempre ricaduti esclusivamente sui contribuenti maranesi.
Ad aggravare il quadro c’è un altro elemento: due terzi dell’immobile non appartengono più al Comune, ma a privati, con un intreccio gestionale che ha reso ancora più complessa ogni forma di intervento o adeguamento.
Il nuovo blitz lascia presagire sviluppi imminenti e, secondo molte fonti interne, potrebbe rappresentare uno degli ultimi passaggi prima di decisioni drastiche sul futuro del presidio giudiziario di Marano.


























