Famiglia nel bosco, i genitori rompono il silenzio: ecco la verità. “Disponibili a dialogare”

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Il caso della famiglia che vive nel bosco si ingarbuglia di botta e risposta, dichiarazioni reciproche, annunci e smentite: tutto elevato al quadrato dal dibattito mediatico che si è concentrato sulla vicenda. E allora, nel riavvolgere il nastro, tra legali che vanno e altri che vengono, occorre ripartire proprio dalle parole dei diretti interessati: da Nathan e Catherine, per i cui tre figli di 8 e 6 anni il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila ha disposto la collocazione in una casa famiglia (dove è stata allocata anche la madre. Mentre per il padre sono previsti incontri in base al diritto di visita sancito dalla legge), scatenando clamore e recriminazioni mediatiche e istituzionali.

Così, succede che, mentre il sindaco di Palmoli sempre sul pezzo in tv, e che negli ultimi due giorni in particolare ha rilanciato con vigore la proposta rivolta alla coppia genitoriale di una casa “green” offerta da un industriale del posto a titolo totalmente gratuito, i genitori dei piccoli al centro della vexata quaestio, Nathan e Catherine, ritratti sui media come una coppia di ferro indisponibile a qualsiasi confronto e proposta (a partire dal supposto diniego all’offerta dell’appartamento in campagna situato a meno di 3 km dalla loro residenza nel bosco, dotato di servizi e strutturato a norma), arrivano a smentire qualsiasi indisponibilità al confronto.
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