Sono stati scarcerati per decorrenza dei termini di custodia cautelare alcuni esponenti apicali della famiglia camorristica Moccia. La decisione è arrivata dai giudici della sesta sezione penale del Tribunale di Napoli, che hanno accolto le istanze presentate dai difensori degli imputati, rilevando che il processo di primo grado è in corso da oltre tre anni senza che sia stata emessa una sentenza.
A lasciare il carcere sono: Antonio Moccia, Luigi Moccia, Angelo Moccia, Gennaro Moccia (figlio di Angelo) e Pasquale Credentino. Per tutti, la misura cautelare in carcere non poteva più essere prorogata secondo quanto stabilito dal codice di procedura penale, vista la durata eccessiva del procedimento.
A sostenere le istanze di scarcerazione sono stati diversi penalisti noti del foro partenopeo: Saverio Senese e Gennaro Lepre hanno difeso sia Antonio Moccia che Luigi Moccia; Annalisa Senese ha assistito Angelo Moccia, mentre Gennaro Moccia (figlio) è stato rappresentato dagli avvocati Annalisa Senese ed Ernesta Siracusa.
La decisione della sesta penale rilancia il tema dell’efficienza dei processi penali e del rispetto dei termini previsti per le misure cautelari, soprattutto nei maxi-processi per criminalità organizzata, dove i tempi lunghi possono compromettere l’efficacia della custodia preventiva.
Il processo in cui sono imputati i vertici della cosca, considerata da anni una delle più influenti nell’area nord di Napoli e nel Casertano, prosegue ora con gli imputati a piede libero, ma con l’obbligo di rispettare eventuali misure alternative imposte dal giudice.
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