Si terrà la prossima settimana il terzo vertice del centrodestra per discutere delle candidature alle prossime regionali. Dopo due incontri interlocutori, i leader – Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Antonio Tajani e Maurizio Lupi – avrebbero dovuto vedersi ieri sera a casa della premier all’Eur, ma alcuni impegni istituzionali hanno fatto slittare l’appuntamento. «I leader si sentono quasi ogni giorno», conferma un dirigente di FdI, invitando alla pazienza.
Il nodo principale resta il Veneto, bloccato dopo lo stop alla deroga sul doppio mandato che ha escluso Luca Zaia dalla corsa. Le tensioni nel centrodestra sono aumentate anche per l’intenzione del governatore di presentare una lista personale. La partita resta aperta, soprattutto sulla spartizione interna tra Lega e FdI. In pole per la Lega c’è il vicesegretario Alberto Stefani; Fratelli d’Italia propone i senatori Raffaele Speranzon e Luca De Carlo, mentre Forza Italia punta sull’europarlamentare Flavio Tosi. L’idea condivisa è che la Regione possa restare alla Lega, ma l’accordo ancora non c’è.
Il destino del Veneto influenza anche la scelta in Campania, in un’ottica di equilibrio tra alleati. Il nome politico più forte è quello del viceministro FdI Edmondo Cirielli, ma si fa strada l’ipotesi di un profilo civico. I sondaggi in corso serviranno a decidere: per ora emergono due nomi, il rettore della Federico II Matteo Lorito e Giosy Romano, attuale coordinatore della Zes Unica. Romano piace a FI, meno a FdI, che gli imputa legami con l’area deluchiana, nonostante la nomina arrivata proprio dal governo Meloni.
«Giosy Romano? Un nome interessante, FI ci sta lavorando», ha detto Paolo Barelli (FI) a Sky TG24. E sul caso Zaia aggiunge: «Capisco che un presidente uscente, stimato e popolare, voglia ancora contribuire. Tocca alla Lega decidere. Ma il centrodestra non avrà problemi a vincere».


























