Marano, consiglio comunale: passa il regolamento sulla monetizzazione delle aree che i costruttori devono cedere alla collettività. Ma per le aree rubate alla città in passato, cosa si fa? Bagarre tra Fanelli, Savanelli e De Magistris

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Un consiglio comunale infuocato quello che si è svolto ieri a Marano. La Fanelli ha abbandonato l’aula, l’assise ha approvato un regolamento sulla monetizzazione dell’aree da cedere a standard e non sono mancati screzi tra Savanelli (opposizione) e il consigliere di maggioranza Mario De Magistris.

Il segnale è sempre lo stesso. C’è molta continuità con l’operato di Visconti soprattutto se si guarda il livello del dibattito, perlopiù basso così come la qualità degli interventi in aula. Pochissime discussioni sui temi importanti. Tanta approssimazione e poca sostanza. Ci sarebbe tanto da dire ma ovviamente nessuno tocca le questioni spinose o meglio nessuno ha interessa a farlo.

Da segnalare la pessima qualità delle riprese del consiglio, diffuse sul canale youtube dell’ente. Inquadrature spesso fuori contesto e immagini che, a più riprese, sono saltate. Alcuni pezzi di consiglio non sono andati nemmeno in onda.

Uno dei primissimi punti all’ordine del giorno è stato illustrato proprio dal Sindaco Morra e riguarda le aree standard. Gli standard urbanistici rappresentano i rapporti massimi tra gli spazi destinati agli insediamenti residenziali e gli spazi pubblici riservati alle attività collettive, all’edilizia scolastica, come aree per l’istruzione, aree per attrezzature di interesse comune, a verde pubblico o a parcheggi.

Morra ha spiegato che con questo regolamento il Comune intende avvalersi della facoltà di cedere le aree adibite a standard a coloro che effettuano delle costruzioni e/o nuovi interventi urbanistici. E la scelta come avverrà? Su base discrezionale? Come si effettuerà la valutazione? Quali saranno i criteri di valutazione?

Morra cita una casistica ben precisa a cui fare riferimento per capire come avviene il processo di monetizzazione, si tratta dell’articolo due del regolamento, e spiega che: “laddove si rilevi che l’area che può essere ceduta non è utile al fine della realizzazione di standard urbanistici c’è la possibilità di definire la questione dal punto di vista economico”.

Anche qui non appare molto chiara la spiegazione del primo cittadino ma poi cita un esempio: “Prendo ad esempio un intervento nel centro storico, interventi che auspichiamo, perché diciamo, parliamo sempre della necessità di un recupero del centro storico e il recupero si realizza attraverso interventi nel centro storico”. 

Poi Morra prosegue: “tutti conosciamo il centro storico di Marano e sappiamo bene degli edifici che hanno alle spalle degli spazi/giardini che facevano parte, in passato, della realtà agricola del nostro comune. Se io faccio nel centro storico un intervento di abbattimento e ricostruzione naturalmente, abbatto e ricostruisco l’edificio che dà sulla strada. Per cui lo spazio, qualora ci sia un incremento del carico urbanistico, che io posso cedere al comune che possa realizzare degli standard e una parte del giardino, cioè la parte retrostante all’edificio. Ovviamente in questo caso il Comune non potrà utilizzare questo spazio perché magari non è accessibile e difficilmente utilizzabile e in questo caso il comune può rifiutare lo standard e chiedere la monetizzazione a carico di realizza l’intervento”.

Nel centro storico ci sono aree standard? E se si dove? L’individuazione viene fatta a monte oppure si verifica l’esistenza prima della richiesta dell’intervento edilizio? C’è un elenco delle aree standard?

Dopo la discussione di Morra, la Fanelli ha abbandonato l’aula poiché tutti i suoi punti all’ordine del giorno, trattasi di mozioni indirizzate al Sindaco o alla giunta, sono stati spostati dopo la discussione di altri punti. La proposta di inversione è stata formulata proprio da De Magistris, indiscusso protagonista di serata, e approvata dalla maggioranza.

Da qui nasce l’ira della consigliera. Paragliola da banchi della maggioranza ha inveito contro la Fanelli: “Vergognosa è lei che abbandona l’aula” – ha detto l’ex presidente del consiglio dell’amministrazione Visconti.

Ritornando al regolamento sulle aree standard la Giaccio, naturalmente, ha espresso soddisfazione e si è complimentata a più non posso con l’assessore al ramo e gli uffici comunali. L’opposizione si è astenuta tranne Savanelli che ha votato contro.

Izzo ha chiesto a Morra di fare attenzione “perché le aree standard a Marano sono traballine” e poi cita anche la licenza edilizia rilasciata per una costruzione che sta sorgendo di fronte al Bar Matì in Via Falcone sostenendo che probabilmente si sta realizzando un edificio su “un’area standard rilasciata dai costruttori della Pinetina”.

Ha, inoltre, ribadito che bisogna guardare attentamente ogni pratica perché dietro questi provvedimenti destinati alla città si nascondono i furbetti del cemento. 

Il Sindaco ha chiesto anche di emendare l’articolo 3 del regolamento da lui illustrato ma, ovviamente, non è stata data la possibilità a chi seguiva da casa il consiglio, di poter conoscere il contenuto della rettifica, in quanto le riprese sono saltate e sono ripartite dopo gli emendamenti formulati da Savanelli.

E’ stato approvato anche un altro regolamento quello inerente “il monitoraggio e la tutela dell’aria: impianti termici e controllo fonti di emissioni per l’esecuzione delle ispezioni sullo stato di esercizio e manutenzione degli impianti termici e per le modalità di pagamento delle relative tariffe”.

Su questo punto all’ordine del giorno Savanelli ha chiesto di inserire nel regolamento il controllo delle emissioni delle auto e di progettare una centrale per il teleriscaldamento. E su questo è poi scoppiata la disputa in aula dove De Magistris ha bollato Savanelli come un soggetto che “ha la capacità di dire cose inutili” in quanto le sue proposte non avevano, a sua detta, alcuna attinenza con il regolamento che applicava la legge regionale n.39/2018.

Sono seguiti poi 3 atti di natura finanziaria illustrati dall’assessore al ramo Tina Russo. Al momento – ha riferito la Russo – la Corte dei Conti ancora deve approvare il piano di riequilibro proposto dall’ente. I giudici contabili ancora si devono esprimere sulla documentazione trasmessa dal comune di Marano.

P.s. Ma per le aree standard sottratte in passato illegalmente alla collettività da costruttori e palazzinari, con esempi più volti citati dal nostro giornale, cosa si fa? Anche per quelle è prevista la monetizzazione e se sì, in che modo?

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