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I canali Telegram, che sono i tam tam della guerra in Ucraina, ieri sera diffondevano la notizia che i mercenari di Wagner avevano già cominciato a smobilitare e fuggire dai loro campi in Bielorussia. Il loro arrivo, anche se solo per addestrare i soldati bielorussi, aveva “acceso” la frontiera con la Polonia e minacciava quella con l’Ucraina. Ma adesso che i Wagner più fedeli a Prigozhin rischiano di sfaldarsi, che cosa ne sarà di tutte le attività che svolgevano, sia in Russia sia soprattutto in Africa? Il tema Putin se lo era posto subito, e aveva inviato un viceministro a trattare il passaggio di consegne in Siria e la sostituzione del comando sotto le gerarchie militari ufficiali. Inoltre, “Sedoy”, indicato come possibile successore filo-Putin alla guida dei mercenari, conta ottimi rapporti con Damasco. In Russia, la riorganizzazione della difesa dopo il ritiro di Wagner da Bakhmut si è dimostrata efficace e il punto adesso è tenere le posizioni. Il generale Surovikin, destituito per vicinanza a Prigozhin, era stato l’ideatore della triplice linea difensiva, e le unità Wagner erano state la punta di diamante dell’offensiva russa. Ma oggi la guerra è soprattutto di contatto, d’attrito.

