Napoli, rubò il gratta e vinci a una donna: per lo psichiatra nominato dal tribunale “non era capace di intendere”

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Riuscirà a farla franca? Quando ha rubato a una donna di 69 anni il “Gratta e vinci” da 500mila euro, Vincenzo Scutellaro «era in uno stato di incapacità parziale di intendere e di volere». Dunque non era completamente in sé. È la conclusione della psichiatra Adele Masi, incaricata dal tribunale di redigere la relazione tecnica d’ufficio sul protagonista della tragicomica vicenda avvenuta agli inizi di settembre a Materdei. Scutellaro, 58 anni, ex marito della titolare della tabaccheria dove il biglietto vincente era stato acquistato dalla vittima, è sotto inchiesta per furto aggravato e tentata estorsione. Poco prima di Natale ha lasciato il carcere e ha ottenuto gli arresti domiciliari. La pm Enrica Parascandolo, che coordina le indagini, ha chiesto nei suoi confronti il rito immediato che sarà fissato nelle prossime ore dal giudice Marco Giordano.

Ma la consulenza della psichiatra rappresenta ora un elemento a favore della difesa in vista del giudizio. Secondo l’esperta, il 58enne è affetto da disturbi di personalità che non gli impediscono di «partecipare coscientemente al processo» e non lo rendono incompatibile con il regime detentivo. Allo stesso modo, secondo questa ricostruzione, al momento del fatto l’uomo non era «in uno stato delirante, né di alterazione di tipo subconfusionale oppure confusionale».

Con il biglietto rubato in tasca, il 58enne tentò una fuga disperata: depositò il tagliando in una banca di Latina e si preparò a partire per Fuerteventura nella speranza di far perdere le proprie tracce. Nel frattempo, al telefono con il nipote della vittima, aveva provato a convincerlo a ritirare la denuncia, proponendo una sorta di «accordo» in cambio di una «buonuscita».

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