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D’Alterio Giovanna, del 1980, residente a Frattamaggiore ma giuglianese doc, figlia del famigerato reggente per la fascia costiera del clan Mallardo Vincenzo D’Alterio, alias “o’malato”, insieme a Sergio Fogliamanzillo, classe 97 di Castello di Cisterna, sono stati arrestati a Civitanova Marche ed immediatamente rimessi in libertà. Il Giudice del Tribunale di Macerata, a seguito di direttissima, accogliendo le arringhe devi avvocati Luigi Poziello del Foro di Napoli Nord e Leonela Giugliano del Foro di Nola, ha concesso ai due imputati l’obbligo di firma per tre volte a settimana.
Come sono andati i fatti
Una telefonata, un falso appuntamento in caserma e poi la complice alla porta di casa. Sarebbe stato questo il copione messo in atto nel pomeriggio di ieri, 24 settembre, a Civitanova Marche, dove i carabinieri hanno arrestato in flagranza due persone, ritenute responsabili, in concorso, di truffa aggravata.
Secondo quanto ricostruito dai militari del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Civitanova, tutto sarebbe iniziato con una telefonata al numero fisso dell’abitazione di una coppia. Dall’altra parte della cornetta, un uomo si sarebbe presentato come appartenente all’Arma dei carabinieri e, attraverso un pretesto, avrebbe convinto il marito della vittima, una donna di 61 anni, ad allontanarsi rapidamente dall’abitazione per raggiungere la locale Stazione dei carabinieri.
L’obiettivo, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbe stato proprio quello di lasciare la donna sola in casa. Poco dopo, infatti, si sarebbe presentata alla porta una donna, ritenuta complice del falso carabiniere, riuscendo a entrare nell’abitazione e a impossessarsi di denaro e altri beni.
Il piano, tuttavia, sarebbe durato poco. I carabinieri, insospettiti dalla dinamica e intervenuti tempestivamente, sono riusciti a individuare e intercettare l’auto sulla quale viaggiavano i presunti truffatori.
Il controllo ha permesso ai militari di recuperare l’intera refurtiva, consentendo così di ricostruire rapidamente la presunta dinamica della truffa e di procedere all’arresto dei due.
Una volta rimasta sola, la donna sarebbe stata raggiunta da una complice. Anche lei, secondo la ricostruzione dei militari, si sarebbe presentata come incaricata del falso carabiniere, riuscendo a farsi consegnare diversi monili in oro, per un valore complessivo di circa 5mila euro.
Ma il raggiro è stato scoperto in tempi rapidissimi. Resosi conto di quanto accaduto, il marito della 61enne ha immediatamente contattato la Centrale operativa dei carabinieri.
A quel punto è scattata la caccia ai presunti responsabili. L’operatore di servizio ha coordinato le pattuglie presenti sul territorio, predisponendo controlli lungo le principali vie di fuga.
La strategia ha dato i suoi frutti. I militari del Nirm hanno individuato una Fiat Panda nei pressi dello svincolo autostradale di Civitanova Marche. È scattato il controllo e, durante la perquisizione personale e dell’auto, i carabinieri hanno trovato la refurtiva.
I gioielli sono stati quindi recuperati e restituiti alla legittima proprietaria.
Al termine degli accertamenti, i due sono stati arrestati e accompagnati nelle camere di sicurezza della Stazione dei carabinieri di Porto Recanati, dove sono rimasti a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa dell’udienza di convalida fissata per la mattina odierna.
L’operazione riporta l’attenzione sulla cosiddetta truffa del finto carabiniere, una tecnica che punta sulla paura e sull’urgenza per convincere le vittime a consegnare denaro o oggetti di valore. In questo caso, la pronta reazione della vittima e l’intervento immediato dei militari hanno permesso di recuperare il bottino e bloccare i due presunti responsabili.
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